L’illusione di Dio

Pubblicato: 30 settembre 2009 in Libri

L’illusione di Dio, opera di Richard Dawkins, uno degli atei più convinti e coerenti che il mondo d’oggi possa conoscere, è sicuramente un’analisi lucida e disincantata sulle ragioni per non credere in qualsiasi forma di dio, non privilegiando nessun dio in particolare, e quindi nessuna religione.

Non mancano però riferimenti alle varie religioni, usate pertanto per dimostrare la maggiore probabilità di inesistenza di dio. Perchè, in effetti, ammettere che qualcosa non esiste, va ben oltre il razionale. E risulta più difficile che ammetterne l’esistenza. Si parla dunque di probabilità che un qualcosa non esista. A prescindere se sia un dio, o un oggetto.

Dopo aver discusso delle prove dell’esistenza di Dio, di quelle della sua inesistenza, della possibiltà che anche la religione come tutto sia sia evoluta nel corso dei secoli e si sia trasmessa di generazione in generazione, si arriva a quello che considero un paradosso.

L’autore non accetta l’idea di un disegno divino, che abbia, pertanto, deciso tutto sulla nostra esistenza, ma egli crede nella sola evoluzione naturale, in onore anche del Darwin. Premesso, che come dimostrato da molti, la teoria del creazionismo e del disegno non entra in conflitto con la teoria dell’evoluzione, Dawkins rimane della sua idea. E non accetta che possa sbagliare.

Riporto però una frase che mi ha fatto riflettere: “Non si può comprendere il funzionamento del cuore, se non si ammette che esso sia stato “progettato” per pompare il sangue.”.

Allora a questo proposito le ipotesi sono due: O Dawkins è stato protagonista di una grossa contraddizione, resosi conto che non è possibile che un qualcosa come il cuore sia solo frutto di una evoluzione, negando quindi tutta la prima parte del libro; o abbia compreso male tutto il libro. Ma posso considerare la seconda ipotesi piuttosto improbabile.

Quando ho posto la stessa provocazione sul forum dell’autore, mi è tato risposto che uesto è solo un modo più economico di accettare l’evoluzione naturale. Personalmente non mi è sembrata una risposta adeguata e coerente con la domanda, perchè qui non stiamo parlando di economia, ma ci stiamo interrogando su qualche domanda che è alla base della nostra umanità. Viene minata quindi la facoltà di pensare, accettando come il credente il disegno.Cioè, si rinuncia a pensare accettando un progetto. E così, colui che tanto critica il credente, diventa come quest’ultimo. Semplicemente paradossale.

Nn sono presenti inoltre nel libro, le trattazione di due aspetti.

1) La descrizione della Chiesa Cattolica, di fede moderata, trattata solo come la “Chiesa delle Crociate”. Ma oggi siamo nel 2009. Non nel periodo delle crociate. Fare paragoni tra la Chiesa di oggi e quella delle crociate mi sembra fuori luogo, e altamente irrazionale.

2) I bambini al catechismo ricevono il lavaggio del cervello. Chissà perchè tanti si allontanano dal credere in età matura. L’autore sostiene che una volta indottrinato la persona rimane tale e quale sempre. Opinione molto discutibile.

In conclusione, analisi ottima e motivazioni in larga parte accettabili, ma che pecca nei punti sopra.

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