Beata ignoranza, scaltra consapevolezza.

Pubblicato: 23 ottobre 2009 in Riflessioni personali

Indetta una manifestazione nazionale per chiedere le dimissioni di Berlusconi. Per ripicca e per protestare contro quest’iniziativa di due blogger che hanno raccolto parecchie migliaia di adesioni, tanto da interessare persino Fede, che ha indetto un sondaggio nel quale si chide se distruggere Facebook o no, qualcuno che simpatizza per il nostro caro premie decide di scioperare. Di non usare Facebook, in segno di protesta.

Nasce il gruppo “uccidiamo Berlusconi”, sempre sullo stesso social network. Per ripicca, qualcuno fonda/pubblicizza, un gruppo chiamato “Uccidiamo Travaglio”.

Velocissima la risposta di Facebook, che ordina di modificare il titolo dei gruppi agli ideatori. E oggi infatti, i due gruppi hanno nomi diversi.

Ormai è opinione comune definire un antiberlusconiano come un “travaglista”, per usare un’espressione di Ferrara, ex leader di “Aborto no grazie”, direttore de “Il foglio”, giornale molto caro al premier. E all’ira dei pdllini si scaglia su chi contro Berlusconi è. Cioè, chi secondo loro, segue Travaglio. Ma ricordiamo che c’è anche qualcuno dello stesso centrodestra che è un po scettico nei confronti di Berlusconi. Il buon Fini, contrario alla separazione delle carriere, e all’assogettamento della magistratura al Parlamento, al contrario di berlusconi si intende, il quale ha come obiettivo il sistemarsi tutti i processi, oltre al forsennato controllo delle tv. Ma non ci sono gruppi tipo “Uccidiamo FIni”. Perchè forse il governo cadrebbe, e questo non va giù a molti. Come è giusto che sia, del resto.

Ma soffermiamoci un momento su questa protesta che è nata contro Berlusconi. Da un lato si cerca di essere in tanti per la probabile manifestazione del 5 dicembre (originariamente il 5 dicembre doveva esserci la manifestazione dei pdllini e del popolo italiano perchè Mesiano aveva condannato Fininvest a pagare 750 milioni all’Ingegnere, parola di Cicchitto); dall’altro la nascita di gruppi che vogliono la morte di Berlusconi. E dall’altro quella di Travaglio.

Una protesta piuttosto singolare, che sfocia nell’immoralità. Perchè dalle parole ai fatti non si è poi così lontani. Negli anni 70 successe più o meno questo. Dalle parole ai fatti in maniera particolarmente rapida, non stando a pensare cosa l’opinione pubblica potesse pensare. E si rischia, purtroppo, di rivivere un clima simile. Perchè questo periodo assomiglia al periodo appena prima il fascismo. E ciò non è una mia personale opinione. Ma alcuni intellettuali, tra cui lo stesso Scalfari, criticato per la “guerra delle testate” (in cui si era imbatutto il consiglio direttivo della Rai, e che c’entra? Solo loro lo sanno!), sostengono questa teoria. Si sente odore di dittatura. Una dittatura diversa, non come la fascista. Ma diremmo adesso una dittatura “democratica”. E pensate un po chi è il dittatore “democratico”.

Ma, tornando a questa strana forma di protesta, quanti sanno davvero quello per cui vogliono la morte di Berlusconi? Qulcuno, in giro per la rete, dice che sono pochissimi. Io sono daccordo. Quanti di quelle persone sa chi é Mangano, Dell’Utri? Quanti sanno della “bomba affettuosa”? E quanti conoscono le “leggi vergogna”? E quanti i processi a carico di Berlusconi? E quanti, anche con i recenti sviluppi, la storia della Mondadori o dell’avvocato Mills o della faccenda “Fiamme sporche”? Io credo pochi. Perciò è abbastanza paradossale condividere questo gruppo non conoscendo la verità.

E si ritorna sempre al solito punto. Beata ignoranza. E viva l’ipocrisia di molti. Chiedete a coloro che hanno condiviso questo gruppo se hanno mai partecipato ad una manifestazione contro Berlusconi o il governo. Chiedete se sono scesi in campo a gridare i propri diritti. Anche qui dovrebbero essere in pochi coloro i quali rispondono di si, non mentendo. E allora, al posto di condividere queste idee, iniziassero a riempire con della sana informazione le lacune della loro ignoranza.

Per quanto riguarda Travaglio, la questione crdo sia un po diversa. La gente che lo attacca è ben consapeole che racconta verità scomode. E quindi va attaccato. E screditato. Come Mesiano, e il servizio di Brachino. Ma qui c’è  una scaltra consapevolezza. Altro che ignoranza.

Giusto una citazione di Travaglio, quando gli ha riferito del gruppo a lui riferito: “Mi appello alla magistratura romana e al Ministro della Giustizia (ma credo non ce ne sia bisogno) affinché non facciano assolutamente nulla contro il gruppo ‘A morte Marco Travaglio’. Il diritto all’idiozia è sacro e va garantito a tutti”. Un signore, un galantuomo.

Qualcuno mi definise un po cinico per quel che dico. Ma, a questo punto, sono ben contento di essere tale.

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