Mastella e le sue falsità

Pubblicato: 27 ottobre 2009 in Riflessioni personali

Si è tenuta ieri ad Andria un altro incontro della “saga” “Cercatori della verità”. Ospiti delle serata il cantautore Branduardi, e l’onorevole Mastella.

Un incontro davvero povero. E lo si capisce dai primi 10 minuti di dialogo. Pieno di assurdità, con giornalisti e pubblico lì pronti ad applaudire ed assentire. Come la giornalista che non osa contraddire l’ex ministro per quello che dice. Come il pubblico che è lì a credere a tutto quello che dice l’onorevole senza magari obiettare, o provare disgusto per le affermazioni non vere dell’ex ministro.

Ma proviamo a fare un sunto, ed una critica di quello che ha detto nei primi dieci minuti l’onorevole.

A proposito della famosa inchiesta “Why not”, avocata a De Magistris, che non permetterà più al ex pm di rientrare in qualche procura. Meno, chiaramente, in quel di Catanzaro.

1- L’onorevole ha affermato di essere l’unico perseguitato nell’inchiesta “Why not”. Falso. Anche Prodi e il suo braccio destro furono imputati. Ma tutte le inchieste furono archiviate. Resta il fatto che l’onorevole fu sorpreso a parlare con un tale Bisignami, di rispettabile moralità. Ma anche a questo punto, ricordiamo che il Bisigami fu intercettato, non Mastella. QUindi le intercettazioni non erano illegali. Nemmeno applicanzo il decreto Mastella sulle intercettazioni, di cui l’ex ministro va fiero.

2- Mastella si diceva dispiaciuto perchè anche la sua famiglia era stata attaccata. Ma voglio ricordare al pubblico in sale e alla giornalista che il governo Prodi cadde a causa delle dimissioni di Mastella, perchè la moglie era stata imputata per un giro di appalti/tangenti. Assieme al suocero, nonchè padre della signora Lonardo. Che si fece ricoverare in ospedale proprio il giorno stesso. Strana coincidenza. Il dispiacere dunque per i familiari è giustificato. Ma la sua famiglia, assieme al figlio, è sempre stata al centro di grandi scandali. Chissà perchè. E ancora in questi giorni.

3- Il Marrazzo che paga due volte rammarica l’ex ministro. Perchè, poverino, esce di scena ed è ricattato. A parte il fatto che si è dimesso solo oggi, mentre fino a ieri si era autosospeso. E poi il ricatto è punito per legge. Chi viene ricattato e non denuncia il fatto deve pagare. Soprattutto per un governatore regionale. Confindustria ha sempre fatto battaglie per espellere coloro i quali pagavano il pizzo. Ma la storia della Mercegaglia azienda, la conosciamo bene. Anche questo paradossale. È giusto che ognuno paghi per i crimini. Marrazzo per i suoi, assieme al peculato (ha usato l’auto blu, per scopi “non istituzionali”, come Mastella del resto, che con il figlio, andò a premiare il vincitore di un gran premio. Ma non nel macchina nel padre, ma con l’aereo di stato. Pagato con i soldi nostri.)

4- Il paese è fermo. E qui non si può dar torto all’onorevole. Perchè qui, putroppo, il paese è diviso in due fazioni. L’antiberlusconismo da un lato. E il berlusconismo dall’altro. O per lo meno, quelli che lo appoggiano. E fino a quando si avrà una blanda opposizione, ed un governo degli impuniti, il Paesa sarà sempre fermo.

5- I media dettano notizie. I giornali fanno politica. Bè, certo, se per “fare politica” si intende denunciare il vero, attaccare politici corrotti, condannati e imputati in processi per reati gravi contro la PA, allora è vero. Fanno politica. Come i giornali chiaramente berlusconiani però. Ma questo si è dimenticato di dirlo. Si è dimenticato di citare il caso Boffo, il famoso editto bulgaro, libanese.

6- “Homo homini lupus”. Così ci si comporta all’opposizione. Ma non succede sencondo l’onorevole. Bè, in effetti è così. Negli altri stati non c’è un premier particolare come il nostro, reduce di leggi molto discutibili. Attaccato dall’Europa tutta. E da una piccola parte italiana. Non esiste un Lodo Maccanico-Schifani bis. Da nessuna parte. Clinton fu processato. Alle elezioni di Obama un suo braccio destro venne meno, solo perchè indagato. E si potrebbe continuare.

Dieci minuti di falsità. Non mezze verità.

E altre due critiche.

Si scelga un giornalista che le cose le sappia. De Magistris non è un giudice, nè lo è mai stato. Che sia preparato sull’argomento.

E che ci sia un contraddittorio. Che ci sia qualcuno che è attento a controbbattere.

E che si possa fare domande in diretta. Non vagliate dalla commissione. Magari davano fastidio, o danneggiavano l’immagine dell’onorevole. Per altro molto danneggiate dalle ultime cronache.

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