La nuova malattia. Il travaglismo.

Pubblicato: 3 novembre 2009 in Attualità

Radio Radicale, che rischia la chiusura nonostante dal 1976 svolga  “un servizio pubblico senza precedenti e senza confronti possibili”, trasmetteva ieri verso le 21 un “dibattito su: Napoli e Campania, una svolta radicale.”.

Uno dei relatori, di cui non ricordo il nome, deninciava una nuova corrente politica. Oltre al dipietrismo e al grillismo, espressioni totali del qualunquismo italiano a detta di molti, incarnazione del peggior italiano, a detta di Scalfari, nasce il travaglismo.

Il raccontare fatti, dunque, adesso, è diventato qualcosa di errato. Un travaglismo che dunque, essendo anch’esso espressione del qualunquismo più becero non porta da nessuna parte. Non conduce alla conoscenza. Ma induce a pensare il falso. Induce a credere che ciò che ci viene raccontato dai giornali risulta essere falso. E in un paese normale qusto sarebbe paradossale. Ma in Italia no.

E allora, è bene attaccare tutti coloro che come Travaglio cercano di raccontare qualcosa. Non modeste opinioni di tuttologi pagati con i soldi di tutti, che chiamati a discutere non conoscono nemmeno l’argomento di cui dovrebbero parlare. Non falsità abberranti che si scrivono sui giornali che ogni giorno entrano nelle case di chi li compra. Pagati anche questi con i soldi dello stato. Non giornali che riescono a tenere la schiena dritta sempre. (E, recentemente, abbiamo avuto la questione De Bortoli).

Non tutto ciò, in effetti, che risulta contenere semplicemente opinioni.

Il travaglismo invece dovrebbe essere la rivalsa della verità su un’Italia allo sbaraglio. Su un’Italia in cui il Parlamento è diventato un piccolo carcere. Con la differenza che il trattamento è l’opposto. Su un’Italia vittima di un’informazione parziale, quasi mai completa, artefice delle opinioni di tanti. Su un’Italia in cui la gente non sa e non si informa, perchè non sente il dovere di conoscere. Su un’Italia che, nonostante i mille ifetti, scende in piazza a protestare. Ma nessuno ne parla. O per lo meno, nessuno spiega come mai queste proteste nascano. Eccezzione fatta per i malati di travaglismo. Che, spiace dirlo, aumentano sempre più.

Il travaglismo dunque, non è qualunquismo o antipolitica. Ma l’essenza vera del giornalismo. Che sposando le idee del grillismo e del dipietrismo salverà l’Italia, in un futuro remoto.

 

 

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