Bersani, il dialogo e il federalismo

Pubblicato: 7 novembre 2009 in Attualità, Riflessioni personali

Inizia bene l’avventura di Bersani, eletto segretario del Partito Democratico. Dopo due elezioni. Una paradossale, l’altra insufficiente a nominare un segretario di un partito.

Promette già la prima mobilitazione nazionale per combattere il federalismo “delle chiacchiere”, quello della Lega. Perchè il Pd non sta “zitto”. Ma inizierà a parlare con la maggioranza. A discutere. Di tutte le riforme si intende. Federalismo compreso.

Perchè, paradossalmente, al voto del federalismo si sono astenuti. Lasciando che la Lega trionfasse su una sinistra ormai allo sbando. Che ha perso persino gli ideali. Le ideologie erano cadute nel 1989 con la caduta del muro. Gli ideali sono caduti, con la nascita della Seconda Repubblica, che ha riciclato gli anziani della Prima.

Invece di opporsi a Berlusconi come un normale Paese farebbe, la coddiddetta opposizione lotta con se stessa. Lotta con Di Pietro, freelance, che attacca tutto e tutti, ma in sostanza propone pochissimo; e lotta con gli esponenti maggiori del più grande partito dell’opposizione. E così, mentre a destra, per lo meno ci sono ideali comuni, a sinistra non c’è nulla. Ci sono solo critiche e critiche. Anche se noto un’escalation in meglio. Veltroni, l’uomo delle riforme per eccellenza a Franceschini che si è concentrato a fare un’opposizione meno soft , alla promessa Bersani. E propongono il dialogo. Il dialogo sulla riforma della giustizia. Il dialogo sulla riforma delle intercettazioni. (Non dimentichiamo D’Alema e Fassino, coinvolti nello scandalo dei “furbetti del quartierino”). Il dialogo sul federalismo.

E su quest’ultimo voglio soffermarmi un attimo. Il federalismo tutto, essendo un’idea è discutibile. Ognuno può e deve esprimere un’opinione chiara sul tema. Perchè rappresenta il modo in cui le regioni riempiranno le loro casse. Allora prima di afferrmare che si è daccordo o in disaccordo si rifletta un momento e si valuti bene la cosa. Il Pd si è astenuto al voto quando si è votato il federalismo, e l’Idv ha votato unanime a favore. Verrebbe da chiedersi, dunque, l’identità di questa sinistra. Una sinistra che ha un po dimenticato qualche grande, ma non stupido, concetto comunista. La statalizzazione. E invece di accorpare il più possibile, affinchè lo Stato tutto possa controllare in maniera ottimale tutti i fondi, si cerca di dividere sempre più il potere. Aumentando quindi le disparità tra Nord e Sud, che, indubbiamente ci sono. favorendo la Lega e il progetto secessionista. Qualcuno potrebbe obiettare che sono “un po all’antica”, come si afferma dalle mie parti. Ma questo teatrino di idee in Parlamento davvero non mi piace. Certe idee devono rimanere all’interno della sfera del centrosinistra, ed altre all’interno del centrodestra. Avrei trovato più coerente che la sinistra tutta si fosse opposta con un pugno di ferro all’idea recessionista di Bossi. Giustamente, la devolution non era passata, la Padania non si era fatta, apprioviamo almeno il Federalismo fiscale (e fortunatamente solo fiscale!).

Ragionamento corretto. Degno di uomini che se la giocano a sinistra. Pagati con i soldi di tutti. “Scelti” parzialmente da noi.

E allora l’augurio che faccio, è quello di proseguire con le riforme. Magari questa volta qualche altro codicillo/legge ad personam la potrebbe proporre la sinistra. Come fece già con il rinomato lodo Maccanico. Approvato con l’inciucio anche dai colleghi dell’altra parte politica.

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