La solita demcrazia italiana

Pubblicato: 13 novembre 2009 in Attualità, Riflessioni personali

Interessante la puntata di ieri di “Annozero”. Incentrata sul tema della mafia, e, naturalmente su Cosentino, ultimo protagonista delle cronache giudiziarie-politiche di un’Italia, che si avvicina sempre più ad un punto di non ritorno. Quella che Scalfari dfinisce una “dittatura democratica”. Un pò come la Pax Augusta, uno stato solo apparentemente repubblicano.

Fa già riflettere il fatto che Annozero sia andato in onda. Il buon Cosentino acveva chiesto l’immunità televisiva. La quale non è prevista dalla legge, e non è stata abolita dopo qualche scandalo. Semplicemente non c’è mai stata. Ma forse interverrà con un altro editoriale il buon Minzolini, il quale chiederà che il governo la introduca. In maniera tale che la censura sia poi completa. E sotto il controllo di qualcuno, di cui immaginiamo il nome.

Fatta questa premessa, lo show di Di Pietro in qualsiasi programma televisivo, è sempre un bel vedere. Se pagato con i soldi di tutti, poi, ancora meglio.

E mentre Belpietro, simbolo, assieme a Feltri del giornalismo in Italia, protestava che i processi sono lenti perchè i magistrati “lavorano solo quattro ore”, Di Pietro covava la sua risposta, prendendo appunti sull’agenda, che stranamente non era rossa.

Show a parte, il simbolo dell’IDV, ha umiliato letteralmente Belpietro. Egli ha affermato, che ammesso per assurdo che i magistrati lavorino solo quattro ore al giorno, sarebbe meglio lasciare i delinqueni fuori? Bè, secondo me Belpietro ci ha pensato un momento e ha risposto di si. Almeno, non per tutti i delinquenti si intende. Solo, come sempre, per alcuni. E anche qui possiamo immaginare chi sono questi.

Ma a Belpietro è sfuggito totalmente l’intervento di Davigo. Ma si sa, lui è magistrato, quindi c’è un certo imbarazzo nell’accettare palesi ragionamenti fatti. E alle due grosse motivazioni di Davigo, il cui intervento si può ascoltare qui, ne aggiungerei un’altra, e la suggerirei a Belpietro. Il sistema giudiziario italiano è il più garantista. Per certi versi è ottima la cosa, in quanto permette un guidizio da più parti, in maniera tale che questo sia il più oggettivo possibile. Per altri esso è troppo lungo, e porta i rislutati che abbiamo qui.

Un altro aspetto del Di Pietro’ Show, è decisamente quanto detto appena dopo. Mentre qualcuno discuteva dei vari codicilli in qualche stanza attigua del Parlamento, il Parlamento tutto dicuteva sulla lunghezza della coda del cane e delle orecchie. Paradossale. Mentre sta per entrare in vigore una “riforma” della giustizia, il Parlamento si occupa di estetica.

E anche qui Belpietro non ha obiettato. Ha, evidentemente, creduto giusto che si parlasse di giustizia tra pochi adepti. Lasciando fuori gli altri.

La solita democrazia italiana.

Il Di Pietro’ show è disponibile qui.

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