Il degrado morale di oggi e Tangentopoli. Perchè scendere in piazza il 5 dicembre.

Pubblicato: 14 novembre 2009 in Riflessioni personali

Quando il 17 febbraio 1992 fu arrestato Mario Chiesa, candidato sindaco a Milano, qualcuno intuiva quello che poi sarebbe stata chiamata Tangentopoli. Ma dubito che gli stessi avessero una chiara e limpida idea di cosa avrebbe comportato l’arresto dell’ingegnere. E per chi ricorda un po come siano andate le cose, ricorderà di certo la battuta di Di Pietro all’avvocato di Chiesa, dopo aver scoperto i conti esteri e le tangenti.

L’inchiesta, dunque, si allarga e viene fuori un sistema assurdo. Partito socialista che, con Craxi, ha raggiunto l’apice del degrado; Democrazia Cristiana, che da De Gasperi a Moro aveva governato l’Italia per molto tempo; Partito comunista che dimentica Berlinguer.

Insomma, tutto l’arco costituizionale è dentro il sistema delle tangenti, degli appalti truccati, e dunque dei soldi facili. Ed illegali. A questo poi si aggiunge il finanziamento illecito ai partiti, e i reati dei colletti bianchi vari. Pertanto si raggiunge un degrado morale dovuto all’azione di quelle persone che il Paese dovevano governare, di quelle scelte dal popolo, quando ancora c’erano le preferenze. E una delle “iniziative” degna di nota, fu l’eliminazione dell’immunità parlamentare. Quella che Minzolini, in favore del suo capo, rivuole. A causa del “vulnus” che si è creato a causa di Tangentopoli e dell’eliminazione dell’immunità. Si va quini alle elezioni, e nasce il nuovo assetto politico. Quello che da 15 anni vediamo. Alternanza tra Prodi e Berlusconi, eccetto qualche innocuo governo tecnico.

Poi, sempre per falsi appalti e tangenti, arrestano Del Turco. Ma la Tangentopoli bis non scatta. Adesso arrestano Cosentino, indagato per rapporti con i Casalesi, e per qualche tangentuccia. Ma, al momento, oltre a mezza Campania inquisita, (e la Sicilia, in confronto, sembra un “convento di clarisse”(Travaglio) ), Tangentopoli bis non è scoppiata.

Tuttavia, anche adesso, come nel ’92, si registra un enorme degrado morale. Un degrado perpetuato da tutti coloro che dell’Italia si disinteressano. Parlamentari inclusi, alcuni dei quali chiamati a scaldare il posto in parlamento, a discutere della lunghezza della coda del cane e del gatto, e a firmare leggi ad personam. Naturalmente il discorso è bipartisan.

Il degrado morale di oggi è dunque diverso dal ’92. I giornali di allora racontavano di più. C’erano molti di più Montanelli, molta più gente che rischiava. Molta più gente, la cui professione di “giornalista”, era letteralmente diversa da quella di Feltri o Belpietro di adesso. E allora, quando ci si chiede “Dove scriverebbe Montanelli se fosse vivo?”, riesco a comprendere perchè non sia stata trovata una risposta soddisfacente.

Il degrado morale di oggi è dunque dovuto all’assenza di una vera opinione pubblica. All’assenza del racconto dei fatti. Al servilismo dei più, al padrone. Il quale non è Berlusconi. Ma è il sistema. Si è instaurato una sorta di sistema in cui si fa a gara a seguire delle idee comuni. A prescindere dal colore politico. Se il sistema invita a non disturbare un politico, l’indipendente giornalista o si adatta o non si adatta. Disonorevole a dire, ma coloro i quali si adattano rappresentano una percentuale non trascurabile.

E allora, questo il motivo per il quale scendere in piazza il 5 dicembre. Per protestare contro il sistema, che al contrario di Travaglio, io reputo forte. Altro che debole. Per gridare i propri diritti. Per gridare i doveri di chi al Parlamento siede, “eletto” con i nostri voti, pagato con i nostri soldi. Le dimissioni di Berlusconi, qualora dovessero avvenire, rappresentebbero per me l’arresto di Chiesa. Il crollo delle fondamenta di un palazzo destinato a cadere pian piano. Magari ci vorrà tempo affinchè sia totalmente distrutto. Ma almeno potremmo raccontare a figli e nipoti che ci avremo provato. Avremo provato a scardinare un sistema dove chi va avanti non è l’onesto, ma il farabutto. Penalmente e moralmente parlando.

Concludo con una citazione ed un invito: “Nel Paese dei furbi, i ribelli sono gli onesti” (J-Ax). Provate ad indovinare il Paese. E guardatevi lo spettacolo “Promemoria”, e capirete il degrado morale di Tangentopoli, come mai nessuno ve l’ha raccontato. E la vera questione morale. Quella di Berlinguer, di cui ho già discusso in un altro post del blog.

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