L’influenza A dell’informazione

Pubblicato: 15 novembre 2009 in Riflessioni personali

L’influenza A, con le sue vittime, è l’ultima trovata dell’informazione nazionale. Come è giusto che sia.

I morti sono importanti. A loro e alle loro famiglie va il rispetto di tutti. È giusto che di essi venga raccontato all’opinione pubblica affinchè quest’ultima capisca quello che sta succedendo adesso. Con quella che, gli esperti, chiamano “pandemia”.

Ma, come sottolineò una volta Vauro Senesi ad Otto e Mezzo, occorre andare oltre la morte delle persone. Pur partecipando al dolore. Ricordate il motivo per il quale Vauro fu sospeso da Annozero ? Si o no, lo ricordo io, a chi magari, ha un po di memoria corta.

Il vignettista satirico, uno dei migliori che l’Italia si possa permettere, fu escluso dal programma di Santoro per intercessione del direttore Rai. (Come l’editto bulgaro).
Il motivo fu la vignetta sul cimitero e la proposta del governo di aumentare la cubatura della casa per portarla ad un 20% in più. Pensate se fosse passata quella legge, e pensate i crolli maggiori. E gli eventuali morti in più. È un banale calcolo intuitvo. Ma come al solito, invece di riflettere sul problema sottolineato da Vauro, si pensò subito ad un oltraggio ai morti. Infatti poi Vauro è tornato ad Annozero, illeso. A dimostrare le ipotesi di chi lo accusava.

E allora, oggi, novembre 2009, non è tanto diversa la situazione. Si pensa ai morti, si pensa al vaccino, non si pensa o non si discute in maniera limpida e trasparente a quello che il governo continua. Al mancato intervento del ministro della Salute, che manda in campo il buon Fazio, il quale si è smentito almeno un paio di volte. E manda in campo lo spettacolo della Martini che di salute poco se ne intende, con la sua laurea in “lingue e letterature straniere” (governo.it). La quale, per dimostrare che il vaccino non ha effetti collaterali, lo fa davanti agli italiani, che sono incollati davanti alla televisione, in uno di quei talk show, in cui “cani sciolti” difficilmente sono invitati a fare da contradditorio.

E allora, prima di parlare di morti, di vaccino, di tasso di incidenza, si analizzi la questione (solita) e ripetitiva dell’informazione italiana. Si evince, dal comportamento di questo governo, una mancana di analisi capillare del problema, che risulta essere dannosa, naturalmente per il cittadino. Si inzi a parlare di quanto il governo ha speso per comprare questo vaccino, che in pochi si fanno. Qualcuno ci avrà marciato sul prezzo? Avrà intascato qualcosa? Se ci sarà un’inchiesta la magistratura lo deciderà. Si inizi a parlare anche della spesa farmaceutica in Italia, che dovrebbe essere, parola del “minstro ombra” una delle più alte in Italia.

Come al solito chi è malata in Italia, è l’informazione.

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