Chi è rimasto a casa senza un valido motivo, è loro complice.

Pubblicato: 17 novembre 2009 in Attualità, Riflessioni personali

In attesa di aspettare le cifre della manifestazione di oggi, sia dalla stampa nazionale sia dalle associazioni studentesche, è utile analizzare ciò che è successo.
La proposta della Gelmini non è andata giù a tanta gente. Ma non troppa, si intende. Ed è la stessa gente che è scesa in piazza a far valere i propri diritti. A gridare, a perdere la voce e a stancarsi.

C’è sempre qualcuno che non crede nella manifestazione. Lo stesso che si chieda come mai si debba arrivare a tanto. Come mai non si possa instaurare un dialogo onesto, pacato, democratico e lucido. Come mai, in una democrazia quale l’Italia è, occorre scendere in piazza a gridare i propri diritti, nonostante ci sia un qualcosa come la Costutuzione che dovrebbe assicurarli. Gli stssi che credono nel dialogo, nelle riforme democratiche. Gli stessi che tengono discorsi e credono in idee tanto care ai nostri parlamentari attuali. Vedete l’indulto del 2003. Ci voleva qualcosa per il buon Previti, e allora giù con un maxi indulto di tre anni. Vedete il caso del Ds Latorre. “No all’intercettazioni” risposero in coro. Come si dice, una mano lava l’altra. E con questi che si vuole dialogare? Con gente del genere? Io credo di no. Credo occorra far sentire la voce, affinchè tutti, non solo qualche responsabile sindacalista, protesti e manifesti contro questo sistema, che, sempre più, ci conduce verso un punto di non ritorno.

Ricordo solo un particolare. Con i “girotondi” durante il precedente governo Berlusconi, si è fatto molto. Si è innestato un germe in qualcuno di sano nel carcere parlamentare, che ha permesso una critica onesta e lucida, che ha portato alla non approvazaione di qualche legge. Mentre gli altri dialogavano.

Coloro che credono in questo fantomatico dialogo, sono consapevoli che mai, ed oggi è stata la prova, un ministro come la Gelmini scenderà davanti a non so quante mila persone? Ve la ricordate la manifestazione dell’ottobre scorso, pro libertà di stampa? Qualche politico è sceso ad esprimere un parere opposto? No. Ma i “dialogatori” vogliono il dialogo. Non fa nulla che dall’altra parte ci si comporti così. Il dialogo è quello che salva. In un Paese NORMALE, non nel Paese delle banane!

Il dialogo nella democrazia parte dal presupposto che entrambe le parti accettino qualche principio. O che entrmabe scendano a compromessi. O che entrambe cerchino di mettersi daccordo. Avete sentito la Gelmini chiedere un parere agli studenti? Avete sentito la Gelmini domandare ad una marea di studenti oggi se la legge che dovrebbe essere approvata a marzo andasse bene almeno per la maggiorparte degli studenti stessi? Io no. E se mi sbagliassi, pregherei qualcuno di farmelo notare. E di farmi sapere la prossima eventuale iniziativa, perchè ho tanta voglia di partecipare e assistere al dialogo.

Ma, dialogo a parte, cambiamo argomento. Sono mancati oggi un sacco di studenti. La manifestazione, brutto a dirsi, è stata per loro. Per chi non è venuto a gridare quello che gli spetta. Per chi non si è preso la responsabiltà di cambiare il Paese. Per chi critica ma non propone. Per chi sta studiando. Al diavolo gli esami, lo studio, per sole 6 ore. C’è chi, come me, perde ore e ore davanti al pc, tra una “chattata” su Facebook, una “chattata” con qualche client particolare, una chiacchiera virtuale con gli amici. E non può perdere 6 ore della sua vita a manifestare i propri diritti. A chiedere un qualcosa che gli spetta.  A gridare che lo stanno prendendo in giro, ma che non siamo stupidi. Al diavolo la bocciatura dell’esame. Preferisco perdere un esame che perdere il mio futuro! Consegnandolo nelle mani di chi dovrebbe rappresentarmi!

Ma come ripetutto oggi, noi grideremo ancora più forte. Affinchè gli ignavi, gli addormentati, i facenti finta di nulla, coloro i quali si definiscono “cittadini italiani”, si sveglino dal letargo della “passività” e della “mancanza di responsabilità”, data loro nel momento in cui sono nati.

Perchè ricordate, “chi è rimasto a casa senza un valido motivo, è loro complice.”. E, a noi, i complici di questo sistema, non piacciono.

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