Feltri, i mafiosi del Nob-day

Pubblicato: 6 dicembre 2009 in "Il Giornale" della concordia
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per una corretta visione di un problema, qualunque esso sia, occorre ricercarne opinioni, cause, conseguenze, da più punti di vista.
Immaginando cosa avrebbe scritto Repubblica, Corriere su ieri, ho deciso di leggere il giornale di Feltri. L’ho letto ieri prima della manifestazione. E l’ho letto stamane, per leggere i commenti a caldo.

Già la prima pagina fa intuire chi sia il padrone di Feltri. Per non dare numeri esageratamente grandi, prendiamo per buono che ieri fossimo in trecentomila a Roma. Da tutta l’Italia. Beh, alcuni non lo sanno. Ma siamo stati definiti “Gli amici di Spatuzza”. Ergo, infami. Persone, che, per il solo fatto di essere contro una persona sono paragonate a mafiosi. Il buon Feltri non si smentisce mai. Tranne per il caso Boffo, si intende. Dove, per paura di sanzioni, ha ammesso di aver sbagliato. Se poi ha rovinato un uomo, un giornale, una famiglia, la collettività, pazienza. Si riprenderanno.

La manifestazione di “Tonino” (Di Pietro, il quale ha pagato il palco) è stata un pullulare di “dipietristi”. Peccato che Feltri abbia gli occhiali, e non avesse visto qualche migliaio di bandiere rosse. Che, insomma, con Di Pietro, hanno poco a che fare. Tutti “diventati picciotto (inconsapevolmente, si spera) de delatore-teologo-pluriomicida accusatore del presidente del Consiglio”. E così “allo show di venerdì” ci siamo uniti noi. Mafiosi che non siamo altro. Pentiti. Infami.

Ma la verità della manifestazione l’ha capita Feltri. “la sinistra (?) spera di liberarsi del cavaliere iscivendolo d’ufficio all’onorata società; la giustizia spera di liberarsi, con lui, dal pericolo di essere riformata e ridotta nei propri poteri. Questa è la verità. L’hanno capito tutti i cittadini tranne quelli ottenebrati dall’odio infantile verso chi possiede ciò che non hanno”. La giustiza vuole liberarsi dei delinquenti, non fare il proprio lavoro. Ed ecco che deve essere controllata dai delinquesti, in barba a Montesquie e all’indipendenza della Costituzione. Oh si, questo Feltri si che non la vuole distruggere la Costituzione.

Continua Feltri: “Questi giorni [..] un Presidente del Consiglio accostato alla mafia” per colpa di qualche infame. Ma, qualcuno di voi ricorda l’intervista mai andata in onda fatta da Borsellino, due giorni prima del suo attentato in via D’Amelio, fatta da due cronisti (italiani?! No, stranieri)? Beh, nel caso foste interessati, vi consiglierei caldamente di andarla a vedere. Sapete che c’è stata un’inchiesta su Berlusconi mandante, assieme al “gemello del male” Dell’Utri (condannato in concorso esterno in associazione mafiosa). Abbiamo capito che quello che Spatuzza afferma va verificato. Ma il fatto che ci siano tanti dettagli da Spatuzza su Berlusconi e Dell’Utri la dice lunga. (E Bersani sembra solidale con l’Annunziata. “Aspetterò i giudici”. Smpre della serie, via l’opposizione.) “L’uso indiscriminato di pentiti nelle indagi ni prosegue da oltre trent’anni” senza grossi risultati. Questo governo ha acciuffato moltissimi mafiosi, sequestrato beni per milioni (che ha intenzione di vendere così la mafia, magari, se li riprende), e noi, che facciamo? Ascoltiamo Spatuzza e Borsellino, “mettendo la coppola” in testa a Berlusconi.

Giusto una precisazione. Andreotti è stato assolto per la vecchia insufficienza di prove e non semplicemente assolot, come dice Feltri. E il suo reato è stato prescritto fino a 1980. Così, giusto per la cronaca.

E poi, si arriva finalmente alal conclusione del monologo. “Siccome non si riesce a sconfiggere la mafia, si impone la “tessera” del mafioso a chi tenta sul serio di stroncarla”. Beh, Maroni, forse l’unico vero responsabile di tutto questa politca contro la mafia, non ha la “tessera” del mafioso. Mah.

Continua Feltri con la domanda del secolo: “Vi sembra plausibile che certi buzzurri abbiano tenuto in scacco lustri e lustri le forze dell’ordine e le autorità giudiziarie?” E lui stesso: “Certamente è più comodo dare addosso al Cavaliere che incarcerare i ricercati più pericolosi.”

Insomma, i dipietristi; picciotti, amici di Spatuzza scesi in piazza, alleati di Cosa Nostra; figure rappresentati una falsa vergogna del Pase, i quali attaccano il Cavaliere; gli amici di colui che “con questa storia ha surrettizamente ramificato il partito in tutta Italia” con circoli all’estero; beh, tutti questi “estremi giustizialisti alla Tonino” vogliono un qualcosa di diverso per il loro Paese. Basta le solite facce. Basta i D’Alema, i Mastella, i Berlusconi, i Fini. Occorre gente nuova. In gamba. Con senso civico. La quale applichi la legge. Non la interpreti. Non la butti già a forza di leggi particolari tesi a salvare qualcuno di loro.

Si alza un grido dalla piazza, che chiede ciò.

Questo è stato il NoB-day. Non quello raccontato da Feltri. Che, chissà se si è mai affacciato alla finestra per vedere la gente a piazza San Giovanni.

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