Google Chrome OS. Un vero punto di svolta.

Pubblicato: 12 dicembre 2009 in Articoli Ventonuovo.eu

Si chiama Google Chrome OS ed è il nuovo sistema operativo di casa Google. In realtà la sua presentazione ufficiale è di circa un mese fa, ma esso inizia a diffondersi adesso. Ora che si comprende l’innovazione del sistema.

Prima di addentrarci nel capire in cosa differisce questo sistema dagli altri, è opportuno capire cosa si intende per cloud compuntig. È quasi una moda parlare di questa nuova “tecnologia”, ma pochi davvero sanno cosa essa sia. Ed essendo Chrome OS basato su quest’idea, è opportuno spiegarla.
Per clod computing si intende un insieme di tecnologie informatiche capaci di implementare in sistema di controllo di hardware e software collegati in remoto. Chiariamo il concetto con un esempio. Se avessi un algoritmo complesso da eseguire, riuscirei a velocizzare la procedura impegnando altre risorse fisiche collegate alla mia macchina attraverso una rete. E guadagnerei in termini di consumi, di tempo, di calcoli dovuti alla singola risorsa. Curiosità: “cloud”, che in inglese significa nuvola, sta ad indicare la possibilità che non si conosca come è fatta il sistema tutto. Quello che è fondamentale per l’esterno è sapere che tipo di collegamento c’è tra la sua macchina e la rete.

Condizione necessaria è la presenza di una rete. Ma, Internet è una rete. Complessa quanto si vuole, ma rimane pur sempre l’unione di macchine collegate tra di loro. Se riuscissi a sfruttare quest’idea del cloud computing riuscirei ad ottimizzare il mio tempo.

E allora ecco che vengono fuori i primi strumenti. Ubuntu, già nella precedente versione, offriva strumenti del genere. Adesso ha aggiornato gli stessi, rendendoli più preformanti.

Chrome OS fa un passo in più. Egli vorrebbe gestire un intero sistema operativo mediante con l’appoggio della Rete. Applicazioni, calcoli, processi, saranno gestiti mediante il Web. Ecco perché si parla di “applicazioni web”. Alla luce di quanto detto, si può immaginare quanto sia complessa la cosa.

Un sistema operativo, per definizione, ha comunque la sua interfaccia ed un suo kernel. Per quanto riguarda l’interfaccia si è pensata alla stessa di Chrome. Sobria, semplice, senza ulteriori ritocchi estetici. Per quanto riguarda il kernel, non si poteva non pensare ad un Kernel Linux. Il perché è insito nella filosofia del progetto. Si cerca di rendere quanto mai più flessibile un progetto di questo genere, in quanto si immagina esso come un qualcosa di rivoluzionario. Se a questo ci partecipano tutti, ciascuno nel suo piccolo, vien da sé pensare che i miglioramenti ci saranno a vista d’occhio. Un kernel Linux minimale. Non come quello delle più famosi distribuzioni “Ubuntu, openSuSE, Fedora..”, monolitico, con strumenti essenziali, tesi solo a lavorare in unione con il web. Il gestore dei pacchetti sarà sempre “APT”, che molti conoscono grazie ad Ubuntu, e il sistema, quindi, sarà sempre Unix-like.

Vista la massiccia presenza della banda larga nel mondo, visto anche il digital divide, che affligge per prima l’Italia, nonostante promesse di ministri e governi, vista la crescente scalata del mercato dei netbook, vista la forza con cui Linux cresce, questo sistema rappresenta un vero punto di svolta per tutta l’informatica.

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