Il piacere della vendetta, della violenza e la falsa “tolleranza”

Pubblicato: 14 dicembre 2009 in Riflessioni personali

Sono passate poco più di ventiquattr’ore dalla spiacevole situazione che ha colpito il premier. E la mia posizione riguardo alla violenza del gesto non cambia di una virgola. Rimango sempre sconcertato, rammaricato e deluso da quanto è successo.
Ma rimango ancora più allibito nell’ascoltare pareri di comuni uomini, i quali non possono che aver provato piacere, anche solo per un instante, per quanto successo. “In confronto quello che ha fatto Berlusconi all’Italia non è nulla rispetto ad un dente rotto.”. Più o meno questa la risposta e l’affermazione in coro che si sente dire ancora oggi. Si conferma sempre l’ipotesi filosofica secondo la quale molti sono attratti da qualcosa di moralmente errato, da qualcosa che sfugge alla comprensione della vera ragione, da qualcosa di oggettivamente sbagliato.

E allora, mentre si va in piazza a gridare i diritti, mentre si va ad urlare che tutto questo sistema non va, non funziona perchè espressione di una classe politica ormai ridotta ad un degrado morale al top della sua forma, si tollerano comportamenti di questo genere. Si prova gusto e piacere, a mio modo perversi, per quanto succede. E così tutto si trasforma in una sorta i vendetta. Una sorta di rivincita personale, perpetuata da qualcuno, che come scritto nel profilo facebook del Tartaglia ieri “ha le palle”.

Io credo che anche in questo caso vadano rispettate delle regole. Delle regole non scritte in nessun libro però. Ma delle regole che sono insite, o almeno dovrebbero, nel nostro più intimo essere. Delle regole di cui siamo responsabili solo noi stessi. In un precedente post avevo discusso di ciò, ma oggi torno a ripeterlo a gran voce. Come una volta disse Davigo, non una persona qualunque, ma un giudice di Cassazione, prima di punire qualcuno per delle regole infrante, occorrerebbe insegnargli il motivo per il quale esse esistano.

Mi rendo conto che il discorso di Davigo era per lo più “indirizzato” verso regole scritte nei nostri codici, ma credo che il discorso si possa estendere anche alle regole che noi stesse scegliamo. Frutto di un’analisi piuttosto che un’altra. Berlusconi non rispetta il codice, non rispetta la morale, millantando valori presi da ogni parte, e noi siamo autorizzati a provare piacere quando viene compiuto un atto come quello in discussione? Lascio a voi la risposta.

Ma, giusto un’altra piccola osservazione. Fa paura, e questo lo dico con profondo rammarico, che i primi a considerare un gesto del genere qualcosa di “positivo” sono coloro i quali si definsicono illuministi. Coloro i quali sono sempre là con la lente di ingrandimento a sviscerare qualsivoglia tipo di problema. Ma sono sempre quelli che, forse, hanno smarrito il concetto di tolleranza di Voltaire. Dimenticando l’assoluta non violenza di Voltaire, e, al contrario, considerando come “tolleranza” qualcos’altro. Cioè, la giustificazione di un atto violento come quello accaduto.

PS: la scommessa del precedente post si è rivelata vincente. Feltri & co hanno dedicato spazi immensi all’accaduto. E i berluscones si sono comportati sempre allo stesso modo. Hanno iniziato a sparare a mille contro “i mandanti morali”. Prendendo un pò spunto da Fede di ieri. E occorre prendere atto che per una volta, egli è stato il numero uno.

Ma occorrerebbe una riflessione anche sulle dichiarazioni di questi signori; tuttavia il post, in tal caso, diventerebbe troppo lungo.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...