È tempo di non tacere. Parlano i grandi.

Pubblicato: 17 dicembre 2009 in Riflessioni personali

Con mio grande piacere noto la solidarietà mossa nei confronti di Travaglio e Santoro.
Una solidarietà sintomo di un qualcosa di più grande. Conseguenza sempre dello stesso malcontento comune del Nob-day, conseguenza dovuta alla consapevolezza delle parole altro che leggere dell’onorevole Cicchitto. Chi, infatti, non ha risposto, non ha espresso opinione, chi non sa chi è Cicchitto e cosa ha detto, non è altro che complice di questo sistema. Il quale, pian piano si rafforza, e paradossalmente, cade a pezzi.

E allora, questo bavaglio, adesso nei confronti del Travaglio di turno, ma poi, chissà, a qualsiasi cittadino, non va giù a tanti. Sia personalità che meritano di essere ascoltate per cia di quello di cui si occupano, sia perchè hanno il diritto di essere prese in considerazione; sia gente comune, semplici ed onesti cittadini che hanno risposto a gran voce l’appello lanciato sul sito di Travaglio stesso o su quello lanciato su antefatto, che, può essere definito come un anti-“mattinale delle procure”; dove “anti” non indica l’opposto di qualcosa, ma l’introduzione a qualcosa. Come l’anticamera, insomma.

E allora, ci ritroviamo a sentire Fo: “Chi non è allineato con le dichiarazioni del capo
diventa un terrorista”. O le parole della Hack: “Conducono una campagna antidemocratica contro la libertà.”. O le affermazioni dell’Annunziata, anch famosa per aver fatto arrabbiare il premier: “Le liste di proscrizione fanno sempre paura.”. O, ancora, Camilleri: “Sento un bruttissimo tanfo. Mi ricorda il fascismo”. Ma di quest, più volte, ne ha parlato Scalfari.

Per tutta risposta a questo, come si comporta il governo?! Cicchitto non osa tornare indietro, affermare che è solo la sua linea, come si augura l’Annunziata; il partito di Cicchitto muto e buono, conferma, con il suo silenzio le parole dell’ex comunista pduista;
Bersani e il loro partito ancora non si sentono; Maroni propone leggi per controllare meglio il web e le manifestazioni di piazza, ma, il presidente, interviene.

Insomma, il clima che si respira è davvero terribile. Continuare a tacere è inutile, controproducente, antidemocratico e obiettivamente sbagliato.
È arrivato il tempo di non tacere più. Di alzare la voce. Di ribellarsi a qualcosa che non si condivide.

Parrò petulante, ma chi non si esprime, è complice di tutto questo assurdo sistema.

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