Le cinque qualità di Feltri.

Pubblicato: 24 dicembre 2009 in "Il Giornale" della concordia

Il Natale arriva in tutti i cuori. E anche in tutti i giornali. Colpisce in ognuno in maniera differente, ma alla fine colpisce.

Stamane, animato da un senso di estrema bontà, ho comprato il quotidiano del picchiatore Feltri. Ho pensato, oggi è Natale, abbasserà un po i toni, inizierà la giornata tranquillamente, senza accusare e insultare. Fermo restando la lode pressante e quasi asfissiante al nostro beneamato presidente.

Infatti, se non avessi letto l’editoriale del direttore-tifoso-berlusconiano-vincitore, non avrei trovato nulla di particolarmente strano nel quotidiano di oggi.

Una maxi vignetta che incita alla “chiusura della bocca” da parte dei comunisti, un titolo che solenne afferma: “Il Natale del Cavaliere. Lettera di Berlusconi al Papa”. Con un sottotitolo che speiga un pò meglio la questione: “Il premier ringrazia Benedetto XVI: `Il messaggio di Gesù è dimenticato se alle idee si risponde con la violenza. Il governo si ispira ai valori cristiani e garantirà pace e sicurezza` “. Poi a lato editoriale di Feltri e sotto gli auguri “politicamente scorretti”, con un articolo indicativo di Sgarbi ed uno di Veneziani.

L’editoriale di Feltri, come al solito, si rivela particolare.Tema di oggi, il Diavolo. Espressione usata da Di Pietro per indicare qualcuno al governo. Feltri, come al solito, a causa di una coda di paglia che lo congiunge al presidente, inizia a commentare le frasi dell’ex pm. Di Pietro, infatti, quel “satanello”, con “voce da prete impegnato nella predicazione del Vangelo” afferma convinto che non si può dialogare con persone del genere. E naturalmente, Feltri, facendo le veci del Caimano, non è daccordo. Il dialogo infatti serve a salvare il premier. Parlare di processo breve, legittimo impedimento, lodo Alfano costituzionale, inciucio D’Alema, non sarebbe certo male. Manderebbe a monte processi, ma ne salverebbe giusto qualcuno, giusto per fare un esempio.
Sarebbe auspicabile, infatti, che nella Costituzione inserissimo un bell’articolo scritto dalla coppia Ghedini-Pecorella che salvi il premier, regalandogli una sorta di impunità-immunità. Più facile, meno costoso. Perfetto dunque. E Feltri continua: “Se l’Italia dei malori otterrà elezioni anticipate forse potrà aumentare di un punto o due, ma il Pdl di più”. Ecco il veggente Feltri all’opera con le sue previsioni, empiriche quanto quelle di Alfano. I consensi del premier, infatti, aumenterebbero con elezioni anticipate, che, tra l’altro, ha sempre proposto il premier stesso. E magari, come scriveva ironicamente qualcuno su “quel mattinale delle procure”, il premier avrà il 99% dei consensi. La rimaneza indovinate chi ce l’ha? I mandanti morali. O meglio, quelli immorali, per dirla alla Lupi. E siamo giunti alla prima qualità di Feltri. La veggenza.

Seconda parte. Caso Marrazzo, di cui non si parla più. “La curiosità morbosa del pubblico-scrive il direttore- ha incoraggiato i mezzi di comunicazione a darci dentro e Marrazzo è stato rosolato con crudeltà”. Chi sono questi mezzi di comunicazione? Il giornale di Feltri non è forse uno di questi, protagonisti del’adempimento della morbosa curiosità della gente? Naturalmente no. Ma Feltri precisa: “Lo scandalo dei trans è montato sopratutto perchè al centro di esso c’erano dei cadaveri.” Si certo, se i cadaveri non ci fossero stati non si sarebbe scoperto nulla. Non si sarebbe montato nulla. Il buon Feltri, evidentemente smemorato, non ricorda qualche episodio. Cosentino indagato e non c’erano trans e cadaveri di mezzo, Mastella indagato con inchiesta archiaviata e risarcimento chiesto (?) senza cadaveri in mezzo, Tangentopoli avviata senza cadaveri. In matematica si dice che “il ritrovamento di alcuni cadaveri non è condizione sufficiente per riscontrare uno scandalo”. Ma questo Feltri non lo sa, e conclude, prima della citazione del diavolo che fai coperchi ma non le pentole, che il focus della stampa è caduto, mentre le autoblu sono sempre in movimento. Su questo, tuttavia, non c’è da dargli torto. Ma se ciò è vero, è pur vero che certe leggine non permettono alcune cose. O la burocrazia è talmente grande, che quasi non ne vale la pena. Seconda qualità di Feltri: osservazione.

Terza parte. “La follia” sull’aministratore delegato Moretti. Al quale viene imputato di essere il procuratore del freddo e della neve. Mentre in Europa i treni non partivano, in Italia arrivavano in ritardo, afferma Feltri. Ma stolto è colui che pensa una tal cosa su Moretti. Infatti nessuno con un po di sale nella zucca l’ha detto. Ma Feltri, sognatore, lo pensa e lo scrive. Ci sarebbe da chiedersi invece, se, Moretti, quale amministratore delgato di un qualcosa che poi non è così piccolo, non abbia responsabilità alcuna. Esempio: in Inghilterra si usano vernici che non permettono il congelamento negli scambi ferroviari. In Italia, in punti nevralgici, non ci sono. Come mai? Chieda questo il direttore a Moretti, invece di sognare. Terza qualità di Feltri: sognatore.

Quarta parte. Marchionne chiude Termini Imerese e va a produrre auto in America. Ma anche qui il direttore ha la soluzione. “Costruire un auto in Sicilia costa mille euro in più” rispetto ad un altro posto, “Torino incluso”. Perchè c’è da chiederlo. Ma il perchè Feltri non se lo chiede mica. Lo lascia, forse, al lettore. O snobba l’argomento. Anche perchè “una terra piena di risorse merita solo di essere sfruttata. “Giusto. Però bisogna dedicarsi e in Sicilia si dedicano in pochi. Quarta qualità di Feltri: analitico parzialmente.

Quinta parte. La chicca dell’editoriale. Craxi. Una perona criticata dallo stsso Feltri, che poi si ravvede. “Viveva modestamente in un locale disadorno e fanè. Mi vergognai di averlo svillaneggiato.” Un politico del calibro di Craxi, quanto ci ha vissuto in un posto del genere? Quanto basta per far cambaire idea a Feltri. Il quale quasi lo compatisce all’indomani di Tangentopoli. E soggiunge: “Bettino ebbe una sola colpa: quella di capire in anticipo il fallimento del comunismo e di pensare al dopo trascurando i suoi che invece rubavano di brutto. Non tutti. Ma molti.”. Craxi sembrava buono come lo è Feltri adesso. Pensava al dopo comunismo mettendo su un buon sistema di tangenti, in cui il suo partito era il pezzo grosso del sistema. Ma molti dei suoi erano protagonisti del sistema, mica tutti. Infatti lui ne era escluso. Il conto All Iberian mai sentito e la latitanza in Turchia nemmeno.
Quinta qualità di Feltri: nostalgico.

Mi scuso per l’articolo troppo lungo, ma sentivo il dovere di esprimere una mia opinione. Critiche e commenti, ben accetti come sempre.

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