Il fatto Poco Democratico

Pubblicato: 29 dicembre 2009 in Attualità

Tempo fa, mesi or sono, Beppe Grillo aveva provato a candidarsi al Partito Democratico. E questo blog, a tal proposito, aveva anche sollevato alcune riflessioni sull’incoerenza di Grillo. Egli, infatti, primo firmatario di una proposta che eliminava i condannati dal Parlamento, è condannato per omicidio colposo. E la candidatura di Grillo fu respinta. Motivo plausibile lo afferma la Melandri: “Uno che ha sputato veleno sul partito fin dalla sua nascita non può candidarsi a guidarlo”. Motivi ufficiali altri, legati a burocrazia del regolamento. Alla fine si è inquadrata un pò meglio la situazione. E si è compreso la fortissima provocazione di Grillo al Pd. E se qualche volta si sente dire “Poco Democratico”, si sappi che ci si riferisce al Pd.

Grillo a parte, il partito di cui oggi il post tratta, è di nuovo espressione di qualcosa di poco democratico. Piccolo prologo.

Per le elezioni regionali in Puglia si stanno verificando strani avvenimenti. Primo, ma non così stravagante, la presenza dell’Udc, partito “doppiofornista”, il quale con estrema elasticità si schiera a sinistra o a destra, a seconda di dove ci sia una probabilità maggiore di vittoria. E, me ne rammarico di ciò, ma l’Udc ha in mano un bel potere. Secondo, ma non anormale, la rinuncia di un ruolo istituzionale come un sindaco e la candidatura a sindaco. Parliamo di Emiliano. Da poco eletto sindaco di Bari, vincitore sul berlusconiano Abbrescia, già stanco del ruolo. Vuole fare un salto di qualità e diventare governatore della regione. Non si può negare che l’amministrazione Emiliano abbia dato una buona svolta a Bari, ma mi lascia perplesso la voglia di dimettersi da sindaco per diventare governatore. Motivo spiegato. Vendola non piace a D’Alema, il quale ntercede per Emiliano. Piccolo problema. L’assemblea di ieri non vota la candidatura del sindaco barese. Come scrive Massari su “Il fatto”, la motivazione ufficiale è dovuta alla presenza di “una trentina di ragazzi, dinanzi all’albergo, contrari alla candidatura di Emiliano”. Si penserà fossero vendoliani. Non tutti, alcuni sventolavano la brillante tessera del Pd.

Ma il fatto è un altro. Mancano i numeri. Non ci sono voti sufficienti per mandare il sindaco contro Vendola. Eppure, Emiliano, quasi a cuor leggero esordiva: “Mi candido senza condizioni.”. Peccato avesse fatto i conti senza l’oste. Dopo il voto, la sala si apre. Entrano i contestatori. L’alibi perfetto, scrive Massari. E il gioco è fatto. Si nasconde il numero mancante dei voti con l’entrata della gente. A porte spalancate. E Blasi, quando gli si chiede una spiegazione del gesto, solenne afferma: “Non è importante” E lo staff rincara la dose: affermando che non è obbligatorio rispondere a tutto. Della serie, domandare è lecito, rispondere è diritto. Questione di opinioni. Fatto sta che alla conferenza stampa, due iscritti al Pd, sono stati tenuti fuori dal serivizio d’ordine.

La dimostrazione della “poco democraticità” del partito è contenuta nell’ultima frase. Ma è servito un prologo anche per spiegare ciò che è successo precedentemente. E come si è giunti all’ultimo gesto.

Ulteriori commenti, ai lettori.

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