Il bilancio del 2009.

Pubblicato: 31 dicembre 2009 in Riflessioni personali

Oggi è tempo di bilanci. Sociali, personali, economici, politici. È necessario riflettere su quanto si è fatto in questo 2009 che oggi volge al termine e lascia spazio ad un nuovo anno. Migliore o peggiore, staremo a vedere.

Certo, quasi di istinto, viene da dire che il prossimo sarà migliore, per una fantomatica legge di natura intrisa di opinioni personali. Forse, però, occorerebbe aspettare qualche mese del nuovo anno prima di esprimere pareri.

Il 2009 è stato un anno abbastanza movimentato.

Gennaio. In piena crisi, maxi emendamento del governo. Forza prorompente sugli ammortizzatori sociali, mentre la gente inizia a perdere lavoro. Crisi Alitalia che continua a crescere. Riesplode caso Battisti.

Febbraio. Le dimissioni di Veltroni avendo Soru perso le regionali in Sardegna. Il Pd in mano a Franceschini, fino alle primarie, vinte poi da Bersani. Franceschini che fa sentire la propria voce, ma sempre nell’ottica del “diversamente concorde”. Infatti il federalismo fiscale successivo passerà grazie al silenzio/assenso del Pd. Però si nota giàun’evoluzione rispetto al precedente Veltroni. Il quale resta comunque tra le prime file del Pd.

Marzo. Nasce il Popolo della Libertà. Condizionata, magari. Visti i numerosi prescritti e condannati (definitivi e non) presenti. Ma l’aggettivo se lo scordano chissà dove. Fini smantella il suo partito dimenticandosi totalmente in un suo celebre discorso di Almirante, entrando a far parte di un sistema che criticherà negli ultimi mesi di quest’anno. Pubblicizzazione al termovalorizzatore di Acerra e foto del premier che mette in funzione lo stesso. Sarà vero?? Naturalmente no. Ma Panorama di famiglia Berlusconi non lo sa. Infatti blog.panorama.it solenne scrive: “Berlusconi accende il termovalorizzatore di Acerra”. E poi il Piano Casa. Immaginiamo di aumentare le cubature del 20%. Avremmo un condono legalizzato. E quanti danni in più a causa del terremoto di aprile? Il governo non si pone la domanda. E quasi nessuno di casa Berlusconi se la pone. E Vauro sbattuto fuori da Annozero per una vignetta sui defunti del terremoto e il Piano Casa. “Riequilibrare Annozero. Sospeso Vauro” tuona il Corriere. Il direttoree della Rai? Masi. Fido di Berlusconi. Come molti in Rai.

Aprile. Il mese della disgrazia. Ma interviene l’uomo della provvidenza. Bertolaso, indagato tra l’altro per (non) aver risolto la questione dei rifiuti a Napoli. E tutti stimano il lavoro di Bertolaso. Il quale, mediante Berlusconi, prepara un ottimo piano di emergenza.AVendo snobbato terribilmente le previsioni di un povero scemo che aveva previsto il terremoto, o almeno aveva dato l’allarme. Infatti, se ben ricordate, la questura o la prefettura de L’Aquila furono evacuate. Il resto no. Strano. E i politici, tuttologi, intervengono per screditare le parole di Giuliani. Ma si sa., i politici tutti esperti di terremoti.

Maggio. Federalismo fiscale approvato grazie anche ai voti dei dipietristi. E sorge subito una domanda tecnica: quanro Di Pietro è di sinistra?! Nessuno lo sa. Solo lui forse.
Scoppia lo scandalo escort, minorenni e presidente. “Campagna mediatica contro il premier”, scrive Panorama. E i giornali di casa Berlusconi tutti a difendere il premier che poverino aveva concesso qualche favore di troppo in cambio di qualche prestazione particolare. Assieme all’amico Tarantini, barese doc, fornitore ufficiale di droga. E insieme alla D’Addario. La quale scrive un libricino abbastanza scottante. E adesso, la fine forse di quest’epopea. La lettera di Berlusconi al Papa, nel quale afferma che il suo governo rispetta valori crisitani. Quali valori cristiani poi, non si sa. La lega, cristiana, razzista. Il presidente in mezzo a scandali di sesso e droga. Governo di condannati e prescritti. Ma, come al solito, quasi nessuno gli pone queste domande.

Giugno. Referendum che non raggiunge il quorum. Europee con la grossa sorpresa dell’ex pm De Magistris e della Serracchiani del Pd, la quale rimprovera anche il capo Franceschini. Rivoluzioni nel Parlamento Europeo insomma.

Luglio. G8 a L’Aquila. Lo sfoggio delle case dei premier e le tende degli sfollati fanno da sfondo ad un convegno quasi senza precedenti. Conclusioni del G8 blande. Tranne manifestazione di accordo totale del nostro governo con Obama. Il quale, alla richiesta di mandare alti uomini per la guerra, si affida sereno a Berlusconi, il quale non esita a rispondergli affermativamente. Sempre della serie: si vis pacem, para bellum. Via libera al decreto sicurezza. Viva le ronde e il reato di clandestinità. Viva i valori cristiani della Lega.

Agosto. La Lega protagonista del mese. Per inseganare nelle scuole si deve conoscere il dialetto. Una destatalizzazione sempre più prorompente, che cresce e si sviluppa grazie alla Lega che trova appoggio nella figura del prescritto Berlusconi. Consapevole che un ribaltone-bis non si può verificare. E il trattato di amicizia con la Libia. Di cui ancora adesso, andiamo fieri.

Settembre. La Gelmini da inzio ad un fantastico anno scolastico per tutti. Dal maestro unico alle fondazioni universitarie. Da fondi in meno per tutti per spenderli poi per costruire aerei da guerra di ultimissima generazione alla presenza del 40% dei privati nelle università e l’assenza di esponenti di tutti i gruppi studenteschi. E Fini che vorrebbe la cittadinanza per gli stranieri. COntrari naturalmente quei cattolici che si sposano in maniera particolare, leghisti. Il via alla normalizzazione delle badanti. Le quali sottraggono soldi allo Stato. Via libera agli evasori fiscali mediante un maxi- condono fiscale. Chiamato volgarmente scudo.

Ottobre. La Corte Costituzione, naturalmente politicizzata, boccia la copia del lodo Maccanico-Schifani. Con motivazioni analoghe. C’è paura e timore per le sorti del premier e per i suoi processi divenuti ormai motivo della sua discesa in politica, come rivelò un giorno alla buonanima di Biagi. Poi cacciato mediante un famoso editto, con ricevuta di ritorno. Semplicemente umialiante. Bersani diventa leader del Pd, e la scalata di qualità si mantiene quasi stabile. Manifestazione per la libertà di stampa a Roma. Assenti I sindacati maggiori, tranne uno. Presenti partiti politici. Famoso editoriale di Minzolini, in cui esplicita di non vedere problemi riguardo la libertàdi espressione.

Novembre. Processo breve, morto, giusto, doppio. Varianti infinite di un’ennesima legge ad personam per salvare il nostro premier dai processi che lo attanagliano e che sono sempre più presenti. Apertura dell’opposizione che come al solito è là per essere “diversamente concorde”. Il Tar del Lazio da ragione alla Forleo per le sue indagini riguardo i furbetti del quartierino. Latorre, D’Alema e Fassino al centro. Rutelli lascia il partito Poco Democratico, e con Tabacci, altro cristiano doc, ne fonda l’ennesimo.

Dicembre. Al processo morto si aggiung: legittimo impedimento, inciucio dalemiano, bozza Violante, lodo Alfano costituzionale. Insomma, un cockatail micidiale che viene fuori, e che trova un risposta enorme il 5 dicembre a Roma, nel NoB-Day. Crescono leggi e proposte per controllare Internet.

Un anno movimentato, non c’è che dire. Il prossimo come sarà??

Ai posteri l’ardua sentenza.

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