Alcuni sono più uguali degli altri

Pubblicato: 2 gennaio 2010 in "Il Giornale" della concordia

Quando si dice, anno nuovo, vita nuova. Mai avrei pensato di condivere granparte dell’editoriale del tifoso Feltri. Sarà che oggi non difende il premier nè qualche sua malefatta; sarà che non inizia a sparare a zero sul popolo viola o sul compagno Fini o su coloro i quali sono contro Berlusconi; eccezione fatta per Di Pietro, che come afferma Feltri dice “ogni due o tre minuti da oltre un anno” che “non bisogna fare leggi ad personam”. Per Di Pietro, questo ed altro.

Un Feltri ch rinnova nel suo editoriale un sentimento di scetticismo nei confronti del nostro Capo dello Stato. Uno scetticismo dovuto al fatto che ci sono tante parole, tante belle parole, le quali non trovano espressione concreta anche per colpa sua. Perchè sono frasi di “un epoca di parole desemantizzate dall’abuso che formano frasi fatte ed irritanti”. Come non dargli torto? Tanti buoni propositi per l’anno che verrà. Ma a fatti?? Pochissimi. Del resto ogni anno ci si augura qualcosa di ottimo per l’anno seguente. E poi si verifica puntualmente che si commettano sempre gli stessi errori già fatti l’anno prima. E i buoni propositi divengono solamente un lieto ricordo. “Perchè dire e non fare è inutile”, scrive Feltri.

Ma il direttore mette subito “le mani avanti”. Preventiva già qualche forma di rimprovero dovuto alle sue parole forti e cita il caso di un cronista inglese licenziato per aver fatto della satira sulla regina. E conferma le sue idee (Feltri) citando Crociata, segretario Cei, il quale definisce le omelie “poltiglia insulsa” qualora a quest non corrispondono azioni ed esempi. Insomma, oggi non c’è proprio da dargli torto al direttore. Peccato che la sua critica parta da un punto. Il fatto che Napolitano sia stato ex-comunista. E viene paragonato a Pertini, il quale “era assetato di appluasi”. Ma su questo non concordo. Non si può volere tutto dalla vita.

Feltri e premessa a parte, quello che fa riflettere è l’articolo di Farina. Prima di discuterne, vediamo di rinfrescare la memora su Farina. Radiato dall’Ordine dei Giornalisti, “opinionista” su “Il Gionale”, patteggia nel 2007 la pena a 6 mesi di reclusione (trasformata in pecuniaria per 6800 euro) in merito al sequestro di Abu Omar. Insomma, persona molto rispettabile, di elevata morale cristiana. Perchè anche lui si definisce cristiano.

Farina, nel su articolo “Quel carcere duro non solo per i padrini”, in merito alla decisione della Corte d’Assise di Palermo per eliminare l’isolamento diurno a Graviano Giuseppe, quello che non parlò quando furono chiamati a deporre i due fratelli nel processo Dell’Utri, dimostra come la stessa durezza di pena viene riservata a chi un padrino non è. E subito racconta la vicenda di Grossi, il re delle bonifiche milanesi, famoso per il suo enorme patrimonio immobliare.

Grossi, su cui la procura ha indagato per fondi neri pari a 15 milioni, è in ospedale carcerario a San Paolo a Milano. Soffe di cuore e forse è da trapianto cardiaco. Ma il Gip lo lascia dentro. Da buon cristiano allora Farina si scaglia alla critica del Gip. Perchè lasciare dentro uno che soffre di cuore e che potrebbe morire nel caso non fosse trasportato in meno di 3 minuti ad una macchina in grado di tenerlo in vita? Considerazione corretta, ma che pecca, Farina, si sa, è smemorato. Allora ripropongo qui uno stralcio del Tribunale del Riesame, il quale segnala: “le sue abitudini di vita dimostrano come l’indagato non sia limitato dalla cardiopatia”. Che tradotto significa che Grossi commetteva con estrema tranquillità i suoi illeciti traffici, senza che se ne preoccupasse più di tanto. Adesso che è in regime carcerario ospedaliero, che secondo Farina è uguale al 41bis, è più in pericolo di prima, e il Gip, dunque, è proprio cattivo a lasciarlo dietro le sbarre.E il giornalista condannato conclude: “Siccome non si può stabilire” (con certezza) “quanto ci vuole a salvarlo, nel dubbio, lasicamolo lì”.
Ma come al solito Farina dimentica tutta la questione del giusto processo. Una riforma tesa a far rimanere in carcere anche coloro i quali poi sarebbero potuti essere scagionati.

Quindi tutti i probabili non colpevoli ma in carcere sarebbero divuti rimanere dentro. Grossi invece, malato di cuore, in carcere duro, fuori. Del resto, alcuni sono più uguali degli altri.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...