Questi si che sono lavoro e democrazia

Pubblicato: 8 gennaio 2010 in Riflessioni personali

Ascoltare il vice ministro delle infrastrutture e dei trasporti Castelli, è sempre utile.

Nella puntata dl fazioso programma Annozero, diretto dal fazioso Santoro e dal condannato morale/immorale mandante Travaglio, l’ingegnere dà prova e manifestazione delle sue idee, le quali sono espressione di democrazia pura.
Dopo qualche ironica battuta sul fatto che i leghisti sono rozzi e razzisti, Castelli rievoca nel corso della puntata e a più riprese, la sua illuminante carriera, dimenticando naturalmente qualche minuscolo particolare.

Sveglia alle 4 del mattino, 200 km in macchina per raggiungere i clienti, rientro a casa alle 4 di notte, per poi ricominciare. Questa la giornata tipo di Castelli non parlamentare. Non ministro nè viceministro. Quando era giovane insomma. Poi incontra il Senatùr, il capo, il quale inizia a comandare ai suoi quello che va fatto e i suoi, naturalmente lo fanno.

Questo è il concetto che Castelli ha del lavoro e della democrazia.

Vengono ripresi i lavoratori dell’Omnia Network, i quali hanno trattenuto, e non sequestrato i loro dirigenti, affinchè potessero parlare con loro per spiegare i motivi per i quali i salari mancavano all’appello. A riprova di ciò, la polizia è intervenuta non sedando la protesta ma convincendo i dirigenti stessi a discutere con i lavoratori. Naturalmente Castelli raccomanda ai ragazzi barricatisi nell’edificio di stare attenti a non commettere sequestro di persona. Giusta osservazione. Ma alla domanda, se non fosse giusto considerare reato quello per il quale i dirigenti non rispettano il contratto di lavoro, dando i salari, il ministro, naturalmente, esperto di giustizia, avendo ricoperto il ruolo di Ministro della Giustizia nel precedente governo Berlusconi, non risponde. Si limita a ripetere, come fanno molti del resto, che i salari vanno dati.
E ad una signora precaria insegnante, la cui categoria è forse quella da sempre più colpita, durante la crisi e non, che prega il ministro di darle un po di visibilità non avendo la possibilità di comparire ogni giorno in televsione, l’ingegnere risponde quasi stizzito e contrariato, affermando che anche lui ha sopportato quei dolori, raccontando il suo lavoro in età giovanile e ricordando che il lavoro ce lo si guadagna. Pazienza se poi è un diritto, pazienza se poi lo Stato non ci mette tanto del suo affinchè il diritto sia rispettato, pazienza se i governi vari distruggono, con ritmo lento ma serrato un sistema di formazione che come risultati è agli ultimi posti in Europa.

E poi c’è la questione della democrazia. Castelli evoca come diventare membro di un partito. Non in maniera democratica, ma in maniera quasi dittatoriale. Cioè, si arriva dal senatùr, uno dei migliori se si pensa che in 5 minuti ha fatto l’alleanza con il cavaliere, parola sempre di Castelli, eh! si ascolta cosa propone/ordina e ci si accoda al partito. Il senatùr afferma che in un nulla si possono imbracciare i fucili? E o si è daccordo o si è fuori. Bossi contro gli immigrati clandestini irregolari non cattolici musulmani? O si è daccordo o si è fuori. Il capo dice si all’alleanza con Silvio? O si è daccordo o si è fuori.

Il senatùr non parla nè di Rosarno e della questione dell’impresa di pulizia con musulmani a Trento? Il vice-ministro, almeno fino a ieri, non ha parlato.

Questi si che sono lavoro e democrazia.

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