Le leggi esistenti, tutto sommato, possono aspettare.

Pubblicato: 9 gennaio 2010 in Attualità

Oltre al numero chiuso all’Università, fra un pò avremo anche la scuola a numero chiuso. Visto che quest’ultima idea non può funzionare con gli italiani, essa è valida solo per gli stranieri immigrati in Italia. I motivi per i quali questi stranieri si trovano in Italia, sono semplicemente dettagli che non interessano alla Gelmini, ministro dell’Istruzione.

Oltre a rendere le Università fondazioni, con la presenza di un solo rappresentante studentesco nel Consiglio di Amministrazione, la Gelmini ha pensato bene di affidare il 40% del Cda ai privati. In maniera che gesticano loro l’Università a loro uso e consumo. Per la scuola, ancora non ci siamo arrivati ad una riforma del genere, ma siamo vicini, in quanto adesso l’italiano è colui che ha il diritto di scegliere, in base a criteri propri, unici in Europa, se uno straniero può andare o no a scuola, durante tutta la minore età.

Si, perchè la Gelmini fissa il tetto del 30% degli stranieri nelle classi italiane. Poi è semplicemente uno stupido dettaglio se solo fra Roma e Milano gli aventi diritto stranieri all’istruzione sono più del 30% per classe. Vorrà dire che rimarranno sempre là dove sono, ignoranti e infelici. Poi è semplicemente un dettaglio se l’Italia è l’unica nazione ad approvare una legge del genere, ma mi si dirà: il numero degli immigrati in Italia è il più alto in Europa. Vero, con l’unica differenza sostanziale rispetto agli altri Paesi che la forza lavoro degli immigrati non ha eguali in Europa. E non sarebbe così errato dare l’opportunità agli stranieri di studiare in Italia. E poi mi si dirà che magari la tolleranza eccessiva culmina nei fatti di Rosarno. Vero, se per tollerenza intendiamo lasciar vivere in baraccopoli senza elettricità, acqua, gas e fognatura gli stranieri. Poi è semplicemente un altro dettaglio se l’articolo 45 del decreto del Presidente della Repubblica in materia di immigrazione preveda lo stesso trattamento per l’istruzione degli stranieri, che deve avvenire con le stesse regole di quelle riconosciute per gli italiani. Infatti l’art. 45 del regolamento di attuazione d.p.r. 394/99 afferma: “I minori stranieri presenti sul territorio nazionale hanno diritto all’istruzione indipendentemente dalla regolarità della posizione in ordine al loro soggiorno, nelle forme e nei modi previsti per i cittadini italiani. Essi
sono soggetti all’obbligo scolastico secondo le disposizioni vigenti in materia. L’iscrizione deiminori stranieri nelle scuole italiane di ogni ordine e grado avviene nei modi e alle condizioni previsti per i minori italiani. Essa può essere richiesta in qualunque periodo dell’anno scolastico.
I minori stranieri privi di documentazione anagrafica ovvero in possesso di documentazione irregolare o incompleta sono iscritti con riserva.”. Poi è semplicemente un dettaglio se l’articolo 28 della Convenzione Nazioni Unite sui Diritti del Fanciullo, afferma che gli Stati “a) rendono l’insegnamento primario obbligatorio e gratuito per tutti;
b) incoraggiano l’organizzazione di varie forme di insegnamento secondario sia
generale che professionale, che saranno aperte ed accessibili ad ogni fanciul-
lo e adottano misure adeguate come la gratuità dell’insegnamento e l’offerta
di una sovvenzione finanziaria in caso di necessità”. Infatti sull’ultimo perido si concentra Affinati, scrittore finalista del premio Strega e docente di Letteratura alla Città dei Ragazzi, il quale afferma che occorrerebbe investire sul supporto linguistico per favorire l’integrazione ed evitare questo tetto del 30%, che, a sentire la Gelmini, serve ad evitare i ghetti. Invece, in questo modo, ripeto, non si evitano. Su 25 persone per classe, il 30% è 7-8 persone a classe. Quindi altrttanti stranieri. Arriverà poi il nono e sarà fuori, perchè la legge lo impone. E allora ritornerà a mendicare o a rubare chissà dove.

Ma a spegnere un pò gli animi che questa legge ha suscitato interviene la Meloni, ministro della Gioventù, il quale afferma che non si tratta di razzismo ma di “un’integrazione morbida”. Perchè a Rosarno, dove sono stati gambizzati due stranieri, “demagogia e buonismo travestiti da finta solidarietà” hanno portato a quello che abbiamo visto.  E allora, nonostante i minori stranieri sono equiparati agli italiani (almeno nel 2008), è meglio iniziare a stringere la cinghia. Le leggi esistenti, tutto sommato, possono aspettare.

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