Quando si dice, la perspicacia.

Pubblicato: 10 gennaio 2010 in Attualità, Riflessioni personali

Quando si dice, la perspicacia.

Stiamo ancora piangendo la “grande tolleranza” e il “buonismo” travestito da “finta solidarietà” dei ministri Maroni e Meloni, ed ecco che arriva come un fulmine a ciel sereno il ministro dell’integrazione, quello delle non-classi ghetto, quello del taglia-fondi alla suola, quello della privatizzazione dell’università, quello del maestro unico. Retorico dire che stiamo parlando della Gelmini.

La quale, nell’intervista di oggi all’Annunziata esterna la sua perspicacia riguardo i fatti di Rosarno. In sintesi, afferma che la colpa è di due realtà. Dei giudici e della diversità di idee.

Dei giudici e magistrati perchè non applicano la legge del Parlamento, espressione di moralità pura. E fa subito l’esempio del reato di immigrazione clandestina che non viene denunciato dai magistrati tutti, i quali, lavorando solo quattro ore al giorno, sono sempre affacendati e si dimenticano di indagare e denunciare qualcuno al di fuori di Berlusconi si intende. Perchè la Gelmini parla chiaro. Tutte le procure italiane sono all’attacco del premier. E allora bisognerebbe ritornare a punirne uno per educarne cento.

Della diversità delle idee perchè naturalmente è più bello un regime. È normale che ci sia diversità di idee in un tipo di Repubblica definita simpaticamente democratica? Forse per il ministro in questione no. Meglio avere un’unica posizione unica, cioè immigrati clandestini fuori. Niente processo, nemmeno quello breve, riservato a corrotti e bancarottieri, e direttamente a casa. Oppure potremmo semplicemente lanciare bombe sui barconi dei clandestini come propose un altro cattolico doc leghista. Insomma, anche qui la diversità delle idee si fa sentire.

Ma la Gelmini forse è abituata a qualcosa di diverso della democrazia. Infatti alle parole di Calderoli, ministro della “porcata”, di cacciare il diciotto per cento degli stranieri, perchè inutili, la Gelmini non si dice nè daccordo nè contraria. Afferma però che i fatti sono importanti non le parole.

Se poi le parole riflettono possibili scenari e fatti, pazienza. Bisogna vedere il fatto. Infatti il governo è dei fatti e non delle parole. Affronta il problema degli immigrati grazie al ministro condannato per resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale Maroni, il quale si trova dinnanzi ad una situazione comunque delicata. Infatti non è giusto riflettere adesso sulla legge del tetto del trenta per cento degli immigrati. Ne parliamo quando qualcuno avente diritto sarà scartato avendo, tutte le classi limitrofe, già il trenta per cento degli immigrati.

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