Il mondo del buco nero

Pubblicato: 12 gennaio 2010 in Articoli Ventonuovo.eu

Si definisce buco nero un corpo celeste estremamente denso.

Ma il corpo nero non è che l’ultimo stadio di un’evoluzione. Vediamo di capirla.

Tutto inizia dalle stelle. Nella maggiorparte di esse ci sono due processi fondamentali che regolano la vita stessa della stella.

Da un lato la fusione nucleare, nella quale due atomi di un isotopo di idrogeno (idrogeno stesso, deuterio o trizio) si fondono tra loro per dar vita ad un atomo più pesante; tuttavia la massa complessiva dei prodotti è inferiore a quella delle particelle interagenti e si verifica liberazione di energia che, mediante opportune radiazioni elettromagnetiche, giunge fino a noi sottoforma di calore e luce. La reazione tra l’altro, produce una forza tale da allontanare dal centro l’idrogeno rimanente. Ma occorre ricordare che tutto ciò avviene grazie all’alta temperatura e pressione.

Dall’altro c’è la forza di gravità, la quale attrae verso il centro della stella l’idrogeno precedentemente spostato. Le due forze si bilanciano l’un l’altra fino a quando c’è idrogeno. Quando questo viene meno la forza di gravità diventa sempre più grande e la stella inizia a collassare. Quando poi si esaurisce del tutto, la stella si trasforma, mediante un’esplosione, in una supernova, in quanto gran parte della sua massa viene meno e la rimanente si addensa al centro. Ecco che si inizia a formare il buco nero. C’è però una condizione necessaria affinché nasca un buco nero: la massa della stella originaria deve essere grande abbastanza. Per aver un’idea, almeno tre volte più grande del nostro Sole. Altrimenti si avrebbe un collasso, ma con la formazione di una stella di neutroni.

Un buco nero, dunque, è definito come una regione in cui la gravità e la densità di materia è talmente alta che la luce stessa viene catturata e non più riflessa. A causa della grande forza gravitazione il corpo nero attira a sé massa, che, a causa della rotazione attorno al proprio asse, può diventare talmente calda da emettere raggi X.

Ciò che forse può provocare stupore, invece, è lanciare una navicella nel buco nero. Al limite del buco nero dove tutta la materia che penetra non fuoriesce più, la navicella si blocca. Questo perché il raggio di luce proveniente dalla stessa navicella sta diventando sempre più lungo, a causa della grande forza di gravità. All’interno del buco, le forze gravitazionali assottiglieranno la nave in maniera tale che essa diventi sempre più sottile. Quello che avviene dopo, poi, è tutto da scoprire, anche se ci sono già tre teorie.

E se cadessimo noi nel buco nero? A causa dell’enorme forza di gravità ci muoveremmo sempre più velocemente verso lo stesso, fermo restando che, seppur in maniera diversa, il nostro corpo verrà “allungato” al punto da “strapparsi”. Tutto ciò per buchi neri di piccole dimensioni.

Per gli altri, giungeremmo al centro integri, ma in prossimità di esso, saremmo compressi al punto da divenire un punto con alta densità di materia, parte integrante del buco nero.

Un’altra domanda sorge spontanea. Come osservare i buchi neri, sapendo che la luce, risucchiata dal buco nero, non viene riflessa? Si può pensare di osservare un qualcosa che ha a che fare con le lenti e con la gravità. Consideriamo un buco nero tra la Terra e una stella. Le radiazioni luminose della seconda non arriveranno direttamente sulla prima: il buco nero si comporterà come una lente, devierà i raggi facendo si che un osservatore sulla Terra possa rendersi conto della “stranezza”.

Insomma, davvero un altro mondo questo buco nero.

Per ulteriori info: http://hubblesite.org/explore_astronomy/black_holes/encyclopedia.html

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