Sperando di non essere definito “istigatore alla violenza”, saluti da un Italiano

Pubblicato: 15 gennaio 2010 in Riflessioni personali

Se ascoltare il ministro Castelli è utile, ascoltare Roberto Cota è rilassante.

Classe 1968, capogruppo de La Lega Nord nell’attuale governo Berlusconi. Avvocato penalista italiano nel 1990 si iscrive al partito di cui oggi fa parte. Essendo avvocato, spicca sicuramente in lui la capacità di analisi e di risoluzione dei problemi usando molta dialettica, unendo la parola all’occhialetto verde, segno che lui appartiene alla Lega. Come tutti i suoi colleghi, i quali, per farsi riconoscere da qualsiasi parte importante vanno, devono portare un simbolo verde. Qualcuno il fazzoletto, qualcuno gli occhiali, qualcuno una spillona sulla giacca.

E alla sua capacità di analisi del problema, si unisce poi l’irrefrenabile voglia di trovare una soluzione a tutto, addebitando sempre e soltanto la colpa agli immigrati e alla sinistra. Tipico esempio: perchè gli immigrati di Rosarno vivevano in quelle condizioni? Perchè la giunta che governa la regione è di sinistra. Ma quando c’era Berlusconi e la destra gli immigrati vivevano meglio. Vivevano in case fantastiche, con tutto quello che riterremmo noi non-immigrati necessario; mangiavano bene, seguendo la dieta mediterranea magari. Questa si che era vita. E così la questione, come al solito avviene dalle nostre parti, sfocia nella politica. Nelle leggi di sinistra in questo caso. Perchè a parlare è un rappresentante del governo attuale.

Ma prima di abbandonarsi a questa riflessione, Cota esprime la sua soluzione al problema immigrati. Visto che, forse, ma dico forse, la Bossi-Fini, non funziona molto bene, un radicale provvedimento al problema immigrati è presto detto. Entra solo chi ha il lavoro o l’abitazione. Allora, c’è da chiedersi, o meglio, sarebbe da chiedere all’avvocato, che ci vengono a fare qui in Italia? A farsi la vacanza forse. Infatti, se venissero a farsi la vacanza, a distruggere tutto quello che trovano sulla loro strada, la soluzione abbozzata/proposta da Cota funzionerebbe benissimo. Sarà invece che chi arriva in Italia giunge da un Paese in cui fra guerre, povertà e problematiche varie, si trova o è destinato a morire in un tempo breve se non trova una soluzione in fretta? Ipotesi molto remota, secondo il pensiero di Cota. Infatti, questi fantomatici vacanzieri di tutto l’anno dovrebbero arrivare in Italia e avere già una casa ed un lavoro. Sennò possono restare e vivere là dove sono sempre stati. Tra povertà e problemi. Infatti, dice Cota, questo certo non è razzismo. Semplicemente non si entra in Italia, perchè l’Italia è la terra dell’italiano, non dell’immigrato. Peccato che non lo dicano per i romeni, dato che la ROmania è nell’Unione Europea. Infatti, come si dice in gergo, si fanno figli e figliastri. Prima i problemi erano i rom. Tutti ce l’avevano con loro. I vari tg e i giornali di casa Berlusconi raccontavano ogni giorno di stupri, furti e violenze varie compiute dagli immigrati. Poi la situazione, giusto giusto da quando la Romani inizia a contare di più in Europa, si è calmata. Si sono abbassati i toni; ma essendo sempre il maggiore problema della Lega l’uomo non europeo, si sono trovati i neri, o i “negri”, per dirlo alla rosarnese. Perchè Rosarno non è una città razzista. Sia chiaro. A giustificare sempre questa mancanza di razzismo poi, il capogruppo del Carroccio Cota, afferma che anche “la polizia è intervenuta con umanità”. Non dovrebbe essere scontato un comportamento del genere? Forse non per Cota, se adduce alla mancanza di razzismo la presenza di umanità nella polizia.

La conclusioni, poi, arrivano alla fine. Siccome si è avuta una riduzione degli sbarchi dei clandestini del 90% a seguito del trattato con la Libia, si deduce che il governo è sulla buona strada. Si deduce che tutto quello che il governo ha fatto per -contro, anzi- i clandestini è solo stato utile all’Italia tutta. Pensiamo al reato di clandestinità, escluso dalla proposta del processo breve: per difendere gli italiani i clandestini che commettono uno stesso crimine a parità degli italiani saranno chiaramente più puniti. E poi, l’onorevole si getta a capofitto nel primo calcolo matematico della serata: siccome gli sbarchi sono diminuiti del 90%, di altrettanta percentuale sono diminuite le tragedie. Si, quelle nelle acque italiane si. Ma quelle in quelle internazionali? Ah già, il problema non è nostro. Non è l’Italia che si deve preoccupare in tal caso se qualcuno muore in territorio internazionale. perchè, riflettiamoci un momento. Non possiamo mica prenderci noi tutte le responsabilità. O sorbirci tutti i problemi degli immigrati. Come faceva notare un immigrato rosarnese (?) in America ci sono molti neri. Trattati al pari dei bianchi, tanto è che Obama è nero. Ma, come ci ricorda la cara Mussolini, “l’Italia non è l’America”. L’America è il luogo dove tanti italiani sono emigrati per trovare la dignità, il lavoro, farsi una famiglia. L’Italia, invece, non ripotendo pagare con la stessa moneta ciò che l’ha vista protagonista, caccia gli stessi tipi di persone che anni fa erano italiani.

E poi, finalmente, veniamo alla crisi. Il 94% delle imposte non pagate ha naturalmente un’unica causa. Gli immigrati. Perchè loro non pagano le tasse quando lavorano. Non potrebbero essere i cosiddetti datori di lavoro il problema invece? Passano la mattina per le strade della città e caricano un certo numero di neri in base alle esigenze della giornata. 2 euro all’ora, due volte alla settimana. Non potrebbero essere gli stessi datori di lavoro, i quali, forse, non sanno nemmeno cosa sia il contratto di lavoro. Se si parla di immigrati, poi, figurarsi. E allora, le tasse le pagano solo gli immigrati. I datori di lavoro, anche rei di aver massacrato di botte qualche loro lavoratore, sono sempre liberi di fare quello che hanno fatto. Al punto che, paradossalmente, qualcuno di loro, “Loro sfruttano a me”.

Insomma, le posizioni della Lega nella voce di Cota e anche del movimento della Mussolini, la quale è convinta sempre che tutti gli immigrati siano andati via da Rosarno in modo volontario, sono più che chiare. Così anche quelle dei rosarnesi stessi, i quali si dichiarano sempre non razzisti, tanto da aver organizzato a Natale un pranzo in un ristorante con gli immigrati.

Sperando di non essere definito anche io un “instigatore alla violenza” per queste mie riflessioni sulla questione degli immigrati e il loro rapporto con la Lega tutta, saluti da un’Italiano. Perchè forse, gli italiani veri, sono altri.

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