Il problema della fuga di notizie

Pubblicato: 20 gennaio 2010 in Attualità

Prima di discutere di quanto sta accadendo in Puglia quattro giorni prima delle primarie per eleggere il candidato alle regionali pugliesi del centro sinistra, un accenno e una riflessione alla vicenda di Craxi, che, sembra, aver trovato il suo epilogo. In due momenti distinti.

Nelle parole del Presidente del Senato Schifani, il quale ha ricordato che Craxi è stata “una vittima sacrificale” di un intero sistema. Lui è stato beccato, gli altri no.

Il secondo momento si è avuto nel momento in cui a Piazza Navona, in Roma, si è tenuta una manifestazione che può essere definita “NoB-day”, dove la “B” sta per Bettino. CRaxi, naturalmente. A pochi passi dall’hotel romano dove nel 1993 in molti, stanchi delle frottole dei parlamentari di allora e della mancata autorizzazione a procedere, lanciarono un bel pò di monetine mentre la buonanima di Craxi usciva scortato da una ventina di uomini. A pochi passi dal Senato, dove si stava celebrando un vero e proprio rito in onore di colui che raddoppiò il debito pubblico, di colui che fu condannato per finanziamento illecito, bancarotta fraudolenta e corruzione. Organizzatori della manifestazione, sempre il famoso Popolo Viola. Quello che non muore. Quello che è quasi addormentato, ma che si risveglia nel momento di bisogno. Quello che scende in piazza per gridare i suoi diritti, le sue idee. Quello che sfruttando Internet esercita il suo diritto ad essere parte integrante di un sistema che continuamo a definire “democratico”.

Fatta questa premessa, veniamo a Vendola. Il quale viene iscritto nel registro degli indagati. Solo che questa volta non è un flop. Precedentemente, infatti, si era cercato di infangare il nome del possibile governatore pugliese affermando le stesse cose. Il procuratore Laudati, fortunatamente, era intervenuto ad affermare a gran voce che Vendola non era iscritto nel registro degli indagati. Ma qualcuno, ha fatto orecchie da mercante.

Adesso la situazione è leggermente differente. Facciamo un passo indietro. Nei vari filoni investigativi che hanno portato alle dimissioni della Cosentino, massima diregente Asl di Bari, viene fuori una telefonata tra Vendola ed un certo Tedesco, ex assessore alla sanità, adesso senatore Pd. Nella telefonata in questione, motivo per il quale si indaga per tentata concussione (farsi dare o nel farsi promettere denaro o un altro vantaggio anche non patrimoniale abusando della propria posizione) si evince una richiesta di chiarimento per la quale un certo dottor Logroscino, non sia diventato primario in un ospedale di Altamura. Una richiesta tutto sommato lecita, visto che è avvenuta dopo la fine del concorso e non prima. Perchè riflettiamoci: se fosse avvenuta prima avremmo potuto pensare che si si sarebbe dovuto occupare della questione avesse, per qualche motivo, fallito. Ma se è avvenuta dopo, da un punto di vista concreto, probabilmente non c’è alcun reato. E l’iscrizione potrebbe essere considerata, una conseguenza a qualcos’altro. Ma, tutto questo, sarà accertato dalla magistratura. Le mie sono solo ipotesi. Fatto sta, che nuovamente c’è di mezzo una fuga di notizie. Come spiega Laudati nel comunicato di ieri: “Nei confronti del presidente della giunta regionale pugliese, Nichi Vendola, non vi sono, nel registro degli indagati di questa Procura, iscrizioni suscettibili di comunicazione”. “Un monumento al bizantismo”, commenta Massari, giornalista de “Il Fatto”. Insomma, la questione è semplice. Vendola iscritto nel registro degli indagati, ma nessuno lo doveva sapere. Il perchè è presto detto. “La procura prende atto delle possibili strumentalizzazioni delle indagini, per finalità diverse da quelle processuali”. La mancata voglia di comunicare l’iscrizione non è dettata da alcun segreto, ma dalla voglia di prevenire che una vicenda del genere possa avere ripercussioni sulla campagna elettorale e sul risultato delle primarie di domenica 24. Insomma, è per così dire, una misura cautelare.

Il problema, però, come Laudati stesso pensa, è principalmente di questa strana fuga di notize. La quale ha indotto ad un “commisariamento” delle forze di polizia impiegate nell’indagine. Personale in cui Laudati ha riposto fiducia viene da Napoli, per verificare che quello che sta accadendo a Bari sia tutto a norma di legge. E che nessuno “bypassi” la legge per meri interessi politici.

Detto ciò, un passo indietro di un mese. “Libero”, famoso giornale di chiara matrice berlusconiana, che ha come editore Angelucci, indagato, in Puglia, per problemi giudiziari legati alla Sanità e all’attuale ministro Fitto, aveva fatto trapelare il giorno 11.11.09, l’iscrizione di Vendola nel registro degli indagati, smentito successivamente dal procuratore Laudati, che, indignato, aveva risposto a tono smentendo l’articolo berlusconiano. Tutto ciò mentre Cosentino era nei guai. Guai che sono diventati solo brutti ricordi quando il parlamento ha negato l’autorizzazione all’arresto. E un caso simile si era avuto anche quando Farina, non si sa come, aveva anticipato su Libero, con l’allora direttore Feltri, (oggi sotto inchiesta per aver concesso al condannato e radiato dall’albo dei giornalisti di scrivere articoli e per aver raccontato qualche cosa non vera su Boffo, fidandosi di una nota informativa rivelatasi falsa), l’iscrizione di Mastella, allora Ministro della Giustizia da parte del Pm, poi cacciato, De Magistris.

Insomma, il problema della fuga di notizie non è certo nuovo. È sempre presente in indagini che riguardano persone di spicco nella politica italiana, e, forse, non cesserà mai di venir meno, se dai cittadini tutti, non si alza un grido di protesta.

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