Il partito “casinista” e la Festa della Costituzione

Pubblicato: 22 gennaio 2010 in Attualità

Questi berlusconiani sono davvero coerenti. Si sente il portavoce Bonaiuti che tuona in merito alla coerenza dell’Udc, in riferimento alle regionali. Il partito di Casini, infatti, non proprio una sua linea politica. Si allea con il centrodestra, con il centrosinistra a senconda del vento che tiri. Ma Casini assicura che questo non significa nulla. E se lo dice lui..
Però Bonaiuti dimentica sempre che l’Udc è alleata con il centrodestra, e quindi con il partito che egli stesso rappresenta, in svariate regioni di Italia. Lazio e Calabria per fare un esempio. E la situazione, chiaramente, si riflette anche nelle elezioni comunali, dove l’Udc prima appoggia il centrosinistra, poi si ritrova schierata con il centrodestra. Poi, alla fine, magari, va avanti per il centro. E, far da eco a Bonaiuti, interviene Capezzone, il quale parla di opportunismo. E, stranamente, non si può dargli torto, se non per il fatto che anche lui dimentica le strategiche alleanze con il partito “casinista”, cioè di Casini.

Fatta questa premessa, sono ormai due giorni che il processo breve è passato al Senato. Ieri ad Annozero si è sentito deciso il senatore Gasparri, il quale, ad esplicita domanda di Flores D’Arcais in merito a due frasi pronunicate da Fini, non ha osato essere chiaro nella risposta, riconducendosi ad un fantomatico ragionamento per deviare l’attenzione, ma non di Flores. Il quale, da galantuomo, dopo aver insistito un pò, ha lasciato correre da solo Gasparri. E il senatore si è sentito anche in merito al processo breve, anzi, quello che lui definisce “giusto processo”. Affermando quello che il Pdl afferma da sempre. Serve una durata ragionevole dei processi: l’Europa vuole un processo più veloce; è l’ora di riformare questa giustizia. Insomma, frasi standard di cui ho discusso in un post precendente. E alla critica dei magistrati siciliani, protagonisti recenti dell’ennesima minaccia stragista di Cosa Nostra, il senatore Gasparri si è di nuovo impelagato in astrusi ragionamenti, tali da non arrivare mai a dire che se uno è colpevole e il processo termina senza sentenza definitiva, il colpevole è di nuovo libero. Insomma, un dettaglio inutile.

Ciò che, onestamente, sconvolge è in continuare a ripetere, come un disco rotto che tutta la riforma è in liena con la nostra Carta Costutizionale. Ne ho parlato nel post di ieri e quini oggi non mi dilungherò oltre. Ma faccio notare solo una bella proposta da parte di Onida e Zagrebelsky, i quali, invitano, il 2 giugno, a festeggiare anche la Costituzione, oltre che la Repubblica. Perchè, se la Repubblica c’è, è anche merito di un pezzetto di carta che in molti vorrebbero cambiare, anche nei principi fondamentali come proposto dal ministro Brunetta. Un pezzo di carta che traina, tranne che per qualche modifica, l’Italia dal 1948. Un pezzo di carta che si ostina a verificare che tutte le altre leggi promulgate non entrino in contrasto con le regole fondamentali della nostra democrazia.

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