Un punto in più allo Stato.

Pubblicato: 23 gennaio 2010 in Attualità, Riflessioni personali

Oggi si è concluso il processo d’appello per Salvatore Cuffaro, uno dei personaggi forti dell’Udc di Casini.
Già condannato due anni fa per favoreggiamento semplice ai boss mafiosi, ma non all’associazione a delinquere che definiamo Cosa Nostra, oggi riceve un aumento di pena. Due anni in più rispetto alla precedente pena, in quanto i giudici stabiliscono che si tratta di favoreggiamento aggravato, dato che si è accertato che un’agevolazione all’organizzazione ci fu.

“Non sono mafioso e non ho mai aiutato la mafia, ma rispettero’ serenamente la sentenza”. Infatti, il senatore dell’Udc, detto anche “vasa vasa”, -per la sua abitudine di schioccare due baci sonori sulle guance degli interlocutori- non può non essere sereno. Con un bel posto in Parlamento, coccolato da tutti, come preoccuparsi? Alla fine, risulta solo un dettaglio essere stato condannato per qualcosa collegato alla mafia ben due volte, da persone differenti. Infatti se da un un lato ha deciso di lasciare tutti gli incarichi del suo partito, al seggio di Palazzo Madama proprio non rinuncia. Ci sono così tanti condannati, che quasi quasi viene da chiedersi perchè proprio Cuffaro debba lasciare il suo “ruolo istituzionale”. Lui che voterà il legittimo impedimento e magari anche l’immunità parlamentare, tanto cara a Minzolini.

Cuffaro, infatti, favorì una fuga di notizie: avvisò il boss Guttadauro di una microspia in casa sua, favorendo così l’organizzazione mafiosa tutta.

E subito, solidarietà da Cesa: “Le sue scelte sono piu’ eloquenti delle parole”. E se lo dice Cesa, allora possiamo dormire sonni sereni. Cesa infatti, amico dell’ex ministro dei Lavori Pubblici Prandini, latitò due giorni perchè proprio non voleva farsi arrestare. Poi di colpo si arrese e si presentò a Regina Coeli. Lo stesso Cesa che, pur essendo stato condannato per concussione, pur avendo ammesso che i soldi di una tangente erano per il ministro (lui era solo il tramite), pur avendo visto essere annullata la sentenza precedente per incompatibilità del Gup e vendo goduto delle nuove leggi in materia di prescrizione dei reati, siede in Parlamento.

A Cuffaro, poi, si aggiunge Aiello, ex manager della sanita’ privata che ha avuto quindici anni e sei mesi e il generale del Ros a otto anni di reclusione per concorso esterno, anche se dichiarato colpevole di favoreggiamento aggravato dal tribunale.

Insomma, in questo processo si sono visti aumentare tutte le pene. Un punto in più allo Stato va decisamente attribuito.

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