Il solito Di Pietro

Pubblicato: 3 febbraio 2010 in Attualità, Riflessioni personali

All’ex pm Di Pietro tutto si può dire, fuorchè il fatto che non sia onesto e che abbia paura che la magistratura faccia il suo corso.
Si può certo discutere del fatto più volte presentato in questo blog che il voto di tutto il suo partito sia stato decisivo per la legge sul federalismo fiscale. Si può certo discutere di determinate battute o comportamenti che rasentano il tragicomico.

Ma non si può negare che il rapporto tra l’ex Pm e i cittadini sia onesto e caratterizzato dall’assoluta consapevolezza di dare conto a coloro i quali, seppur con modalità particolari, l’hanno votato.
E così, all’indomani della foto e dell’articolo pubblicato su Corriere Della Sera di De Bortoli, reduce di qualche brutta avventura legata come al solito al premier Berlusconi, Di Pietro rilascia una lunga e quasi prolissa intervista al “mattinale delle procure”, affinchè tutti conoscano, in un tempo relativamente breve, tutta la verità su quello che il Corriere ha pubblicato.

La foto in questione risale al 1992, anno in cui, ad una cena, l’allora pm sedeva al tavolo con colui il quale, nove giorni dopo, sarà arrestato. Tale Bruno Contrada. Condannato a dieci anni in via definitiva per concorso esterno in associazione mafiosa, si legge nella sentenza che aveva aiutato il boss Riina a fuggire prima dell’arrivo dei carabinieri nell’anno 1981. (Un caso analogo è capitato a Cuffaro, condannato recentemente in appello per aver avvisato un altro boss di una cimice in casa sua.). Lo stesso Contrada implicato anche nelle stragi di Falcone e Borsellino. Lo stesso Contrada per il quale si è provato a chiedere la grazia e non un ospedale in regime carcerario per quello che aveva fatto. Insomma, non certo un personaggio dei migliori.

Ma Di Pietro non ha problemi a raccontare quello che pensa nell’intervista a Telese. “Sì, ero al tavolo con quello che per me, e per tutti, era il questore Contrada.”, afferma. Ribadendo che non è stato certo andare come con Riina.
Non nega infatti Di Pietro la fotografia presente. Tende solo a ricordare che lui a quella cena c’era stato, ma non avrebbe potuto sapere dell’arresto successivo del membro del Sisde. Infatti, come Di Pietro stesso afferma, sarebbe stato più imbarazzante se la foto fosse stata scattata nove giorni dopo l’arresto. Allora si che il Pm avrebbe avuto qualcosa di strano nel comportamento.
Citando i diciotto provvedimenti di diffida di Di Domenico, il giornalista protagonista del pezzo sul Corriere, il leader dell’Idv arriva alle sue conclusioni, affermando di essere protagonista di un complotto che vede in primis de Bortoli o qualcuno più in alto del direttore del quotidiano, che è il vero “burattinaio” della situazione. Un qualcuno che vuole screditare lo stesso Di Pietro per via delle sue posizioni che non si omologano a quelle caratterizzanti il sistema politico italiano.

Sono certo delle accuse abbastanza pesanti. Però rimane il fatto che Di Pietro è corso a rilasciare un’intervista proprio per assolvere al suo dovere di politico. E almeno questo, è decisamente meritevole.
Alla fine dell’intervista quando forse la tensione tra il giornalista e l’ex pm è calata, Di Pietro si lascia andare nel suo comportamento usuale: “Bè, appena leggono questo popò di romanzo [carte processuali, ndr], quelli ci fanno sopra un film. Gliel’ho detto, don Tonino Bond. Nel mio ruolo ci voglio Scamarcio“.

Il solito Di Pietro.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...