Anche se voi vi credete assolti, siete lo stesso coinvolti.

Pubblicato: 4 febbraio 2010 in Attualità, Riflessioni personali

Quasi accecati dall’ultimo attacco al leader dell’Idv, ci siamo dimenticati le riforme del governo. Così infatti si chiamano il legittimo impedimento e il processo breve. Riforme della giustizia. Perchè, se in Italia la giustizia èlenta, è giusto dare una scossa al sistema. Come? Eliminando i processi o facendo in modo che, per almeno un po’ di tempo, siano bloccati, nell’attesa che qualcuno faccia un’altra “leggina” ad elimarli del tutto. Prima infatti si voleva accellerare i processi; adesso si porta l’accelerazione al limite, facendo si che non si celebrino proprio.

Possiamo oggi affermare che il processo breve e il legittimo impedimento sono passati per metà. Cioè manca il voto di un ramo del Parlamento, la firma (sicura?) del capo Napolitano e ci ritroveremo con altre due leggi che simpaticamente definiamo “ad personam”.
D’altra parte è sempre stato così. Fino a quando ci saranno sempre i soliti tizi della Prima Repubblica, cambierà qualcosa riguardo leggi ad personam? Evidentemente, la risposta è no. Perchè gli interessi saranno sempre gli stessi. Salvarne pochi e condannare gli altri.

Come è successo per tutte le leggi che si possono definire ad personam o ad aziendam. Giusto un breve ripasso per non dimenticare.

Due leggi sul falso in bilancio; due decreti dell’allora ministro Gasparri per salvare la solita Rete 4 e per aumentare i guadagni dell’azienda berlusconiana; ex Cirielli; legge antiCaselli; Cirami; legge Pecorella; lodo Maccanico-Schifani (1 e 2); indulto.  Ma giusto per citarne qualcuna eh. A cui aggiungeremo, nel caso passassero, il legittimo impedimento e il processo breve.

Il primo perchè il premier deve governare. E a riprova di ciò, ci illumina Vietti, colonna portante dell’Udc il quale aveva deciso di votare a favore, ma alla fine ha deciso di astenersi (che, fatti due conti, è come se avesse votato a favore). Infatti il buon Michele afferma: “Senza più l’alibi dei processi Berlusconi deve pensare a governare, deve pensare alla crisi senza più la scusa di dover scappare dai giudici.”. Che tradotto significa che Berlusconi può stare al suo posto tranquillamente. Quindi, quando si parla di “etica politica”, non preoccupatevi. State semplicemente sognando. Se faceste i politici e foste indagati per corruzione o per qualche altro reato degno di lode, non preoccupatevi. Ricorrete al legittimo impedimento che si estende anche ai ministri. Naturalmente, se si fa una legge si cerca di farla per tutti. Così, se per esempio viene fuori che il ministro di cui “Il fatto Quotidiano” ha presentato come protagonista di strane vicende legate al sesso e si vengono a trovare gli estremi per un processo, il ministro in questione è salvo. E può tranquillamente godersi il suo bel posto al Parlamento. Rilassato che non gli succederà nulla, perchè  hanno pensato anche a lui.

Del processo breve ne abbiamo già parlato. Ma tutto può essere sintetizzato con una frase. Essendo la giustizia italiana molto lenta perchè  magistrati “lavorano solo due ore al giorno”, diamo un tempo massimo per i processi. Ma solo per i reati punibili con pene sotto i dieci anni. I quali rappresentano, naturalmente, la maggioranza dei reati. Occorre infatti assicurare una durata massima dei processi, così come è sancito dalla Costituzione. La quale non afferma proprio questo. Ma di questo ne ho già parlato in un precedente post.

La situazione tende al tragicomico ormai. Tragica perchè in maniera sempre più celere, stiamo giungendo nel baratro dell’Italia contemporanea, che forse fa invidia solo alla Cina, vista la proposta di Romani per il Web.
Comico perchè fa sorridere amaramente osservare con occhi sbarrati chi non si informa, non critica, non esprime opinione e dorme sonni tranquilli. Sicuro che tutto questo è solo un sogno che non lo riguarda.

“Anche se voi vi credete assolti, siete lo stesso coinvolti.”.

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