Io sono Dio

Pubblicato: 8 febbraio 2010 in Libri

Il 30 o 31 dicembre, a conclusione del 2009, il “mattinale delle procure”, ossia “Il fatto Quotidiano” (si, sempre lui), lanciava un’iniziativa degna di nota. Raccogliere i peggiori e i migliori del 2009. Politici, uominifamosi, giornalisti, attori, attrici, film, registi, conduttori televisivi, romanzi.

E mi colpì la risposta di un membro della loro redazione che rispose che di romanzi proprio non ne vedeva l’ombra. Nè di migliori nè di peggiori, anche se alla fine del sondaggio, i migliori romanzi sono stati tre: Gomorra, “L’eleganza del riccio” e “Uomini che odiano le donne”.

Onestamente non ho letto alcuno dei tre, quindi non esprimo un giudizio.
Invece esprimo un giudizio sul libro che ho indicato fosse il miglior romanzo del 2009 per me: “Io sono Dio” di Giorgio Faletti. Certo, la vita di quest’autore è stata “travagliata”: comico, attore, cantante e adesso scrittore. Ma è come se avesse preso un pò da tutto e i suoi racconti fossero un mix di tuto quello che sa.

Il modo con cui scrive è molto intrigante. Storie parallele, apparentemente assurde e non comprensibili, che si fondono a metà romanzo e delineano l’intreccio in maniera quasi “afrodisiaca”. Se da un lato è leggermente pesante leggere capitoli che trattano storie differenti, quando poi si arriva a comprendere tutto il filo del discorso, si rimane quasi sbalorditi, sia dalla fantasia dell’autore, che certo non pecca, sia dalla facilità con cui una trama complessa viene presentata.
Sento il dovere di precisare che anche le descrizioni sono davvero frutto di un’attenta analisi. A primo impatto sembrano molto enfatiche, prolisse, colme di particolari, quasi barocche. Ma si rivelano formidabili perchè, retorica a parte, cercano di coinvolgere il lettore in quella che è la situazione narrata in quel momento. Si pensi alle scene di intimità. In questo libro, sono meno frequenti, ma, anche se in poche righe, si riesce a cogliere il vero senso della situazione, che varia a seconda del caso. Nel precedente addirittura erano presenti scene di sesso, che venivano trattate con tatto, ma che al tempo stesso davano l’idea precisa del momento narrato.
Non è certo da tutti descrivere momenti particolari con tanta maestria.
Non capirò quasi nulla di letteratura, di romanzi, di come si scrive un libro secondo canoni “standard”.

Ma sono sicuro di una cosa. Faletti è uno dei pochiche arriva ancora in fondo alla gente, regalando un rilassante piacere al suo lettore.

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