Due provocazioni

Pubblicato: 12 febbraio 2010 in Attualità, Riflessioni personali

Due provocazioni.

Se le intercettazioni non ci fossero, cioè, se per farle, occorrerebbero davvero gravissimi indizi per la persona da intercettare, se non fossero pubblicabili sui giornali o ascoltabili in televisione o radio, quanto e quando avremmo saputo di Bertolaso e la sua cricca di amici imprenditori? Quando avremmo saputo delle presunte prestazioni sessuali dell’uomo che fa poche ore verrà eletto ministro, dell’uomo dichiarato dalle tifoserie berlusconiane come “l’uomo della provvidenza” o il “virgilio delle catastrofi”? Quando avremmo saputo di Balducci, altro imprenditore, espressione tipica delìillegalità e del guadagno facile ed illegale, il tutto contornato da un alone di silenzio tombale? Quando avremmo saputo della possibilità evidenziata dal Gip che compare “l’interessamento anche di soggetti legati alla malavita organizzata anch di stampo mafioso”?  Quando avremmo saputo di Anemone e di un pagamento di 1 milione e 456 mila euro, riguardo i lavori del G8? Quando avremmo saputo che (si legge nella sentenza del gip)  “Anemone Diego, su richiesta di Balducci Angelo (quest’ultimo, a sua volta, sollecitato da Masi Mauro, attuale direttore generale della Rai), si è attivato per assicurare, tramite il proprio gruppo imprenditoriale, l’assunzione lavorativa di Anthony Smith e la messa a disposizione del medesimo alloggio”? Qando avremmo saputo di Francesca, alla quale Bertolaso ricorreva per lo stress e per una “ripassatina”? Quando avremmo saputo di Monica, ragazza brasiliana, promessa al buon Guido, affinchè si incontrassero nel “centro benessere maledetto”, correttamente chiuso al pubblico?
Le domande sono tante, riconducibili alla prima provocazione. Se le intercettazioni non ci fossero, quanto sapremmo adesso?

Pensate che ci sia tra Bertolaso e Berlusconi qualche differenza? Beh, a parte le cariche che hanno si intende. Uno Capo della protezione civile, che fra un pò diventerà una “S.P.A”, tanto per restare in tema di “destatalizzazione”; l’altro Presidente del Consiglio dei Ministri, che incoronerà proprio come ministro lo stesso Bertolaso; l’uno indagato per gli scandali sulla “monnezza di Napoli”  a cui si aggiunge i reato di corruzione nelle indagini odierne assieme agli amici Balducci e Anemone ed altri due arrestati, tutti (Bertolaso compreso) per intercettazioni; l’altro pluriprescritto, con un bel po’ di inchieste archiviate, alcune delle quali gravissime, sempre al centro di dichiarazioni di pentiti doc o di responsabili  (vedi caso Spatuzza e le sue minchiate o l’ultima dichiarazione di Fiorani, che quand era giovane, pensò bene di voler scalare Antonveneta per intercessione dell’allora e sempre Berlusconi e del governatore Fazio), continuamente soggetto al fare leggi e decreti, a colpi di voti d fiducia, per cercare di tamponare gli effetti di quegli “antropologicamenti diversi dal resto della razza umana”, che si ostinano, all’insaputa di Belpietro, a fare il loro lavoro; l’uno alle prese con “stress da lavoro” per via dell’enormi respnsabilità prese per ricostruire città e luoghi dissestati e distrutti da calamità naturali degne di ricordo, che trova sollievo nelle braccia della massaggiatrice Francesca, “signora perbene, molto brava”; l’altro alle prese con “mal di schiena” atroci, che gli impediscono di recarsi dal Capo dello Stato, e che necessitano la presenza di due fisioterapiste (senza diploma, sic) ricambiate poi, forse, a suon di bustarelle e promesse; l’uno al centro di relazioni forse non amorose con brasiliane, l’altro, invece, protettore della patria, fedele al calore del Mezzogiorno, al centro di festini a base di escort e cocaina, giunti dalla Puglia con furore mediante il mitico Giampi.
Tutto questo per enunciare la seconda provocazione. Può, per certi versi, Berlusconi, essere considerato come un maestro e punto di riferimento per il futuro ministro Bertolaso, il quale, quando arriverà, trovarà un probabile “legittim impedimento” pronto ad aspettarlo a braccia aperte?

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