La paura per una nuova Tangentopoli

Pubblicato: 13 febbraio 2010 in Riflessioni personali

Quando Mario Chiesa fu arrestato, iniziò il cosiddetto “effetto domino” di Mani Pulite. Quello che avrebbe scardinato l’intero sistema politico italiano dando il via libera alla formazione di una nuova Repubblica, la seconda, che di vecchio ha ancora molto. Con “Pennisi in carcere in molti temono l’effetto domino di “Mani Pulite””, scrive “Il Fatto quotidiano” odierno. Cioè, si teme che Pennisi non sia altro che una pedina in grado di rivelare un intero sistema basato su tangenti e appalti che giunga fno ai ranghi alti della politica. C’è da dire, a rigor di logica, che a questi ranghi ci stiamo già arrivando. Con l’arresto del presidente della provincia di Vercelli Masoero, accusato di concussione, si è fatto un piccolo passettino in avanti. Considerando tutta la storia in cui è immischiato Bertolaso e i suoi fidi imprenditori, non si può non notare un susseguirsi di vicende che ricordano molto Tangentopoli. Non che le due vicende siano per forza collegate, si intende. Ma questa voglia di tangenti, di appalti, di corruzione e concussione nell’aria, fa presagire la presenza di marcio nella società. Un marcio differente da quello di Tangentopoli. In quanto più meschino, più subdolo, più nascosto, ma altrettanto dirompente.
E forse anche di più della stagione di quindici anni fa. Perchè pian piano, guardacaso dalla discesa in campo del presidente Berlusconi (ma questa davvero è una coicidenza), si sono tolte le armi a coloro i quali devono scoprire questi problemi: i magistrati. I quali lavorano solo due ore al giorno, i quali devono sottostare a leggi obiettivamente irrazionali e figlie di menti perverse. Legittimo impedimento per i ministri (fra un po’ regaleranno anche all’indagato Bertolaso la legittima “impunità”); processo breve anche davanti alla Corte dei Conti; lodo Alfano costituzionale e scudo fiscale. Ma giusto per citare le ultime, eh. A cui si aggiungono una serie di “violenze psiclogiche” le quali, probabilmente, infliggono più dolore rispetto alle leggi. Violenze perpeuate in particolar modo dal mondo politico, al quale non piace essere controllato da qualcun altro. Della serie: fai le leggi ma infrangile se ti va.

La Corte dei Conti, i cui processi sono anche al centro del processo breve, stima che gli italiani hanno pagato una specie di “tassa occulta”: quella della corruzione, la quale è costata in totale sessanta miliardi. Che significa? Siccome qualcuno corrompe e qualcun altro è corrotto l’italiano paga una tassa “per coprire il costo della corruzione (Gomez)”. E questa imposta favorisce anche il calcolo della “virtuosità” italiana, la quale viene collocata al sessantreesimo posto in una classifica di Trasparency che tiene conto della corruzione nel Paese considerato. Dietro “Botswana, Namibia e Malaysia” che vi sfido a trovare sulla cartina dei paesi “civili e industrializzati”. In Europa, invece, siamo penultimi. Quasi come al solito in tutto.

E così, mentre molti godono del sistema italiano, altri, anestetizzati totalmente, osservano interdetti lo sfascio del Paese, il nostro Paese.

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