E quando c’è l’onestà, c’è tutto.

Pubblicato: 20 febbraio 2010 in Attualità, Riflessioni personali

Qualcuno sa che fine ha fatto Giorgio Clelio Stracquadanio, altro “uomo del fare”, quello che per intenderci proponeva di organizzare il SiB-Day lo stesso giorno del NoB-day, ossia il 5 dicembre dello scorso anno. Ma alla fine si è fatta questa manifestazione a favore del “miglior Presidente del Consiglio degli ultimo centocinquanta anni”? Naturalmente no. Infatti Stracquadanio è per un pò scomparso dalla scena politica.
Adesso pimpante come non mai, torna, accompagnato da Jole Santelli (per avere un’idea della deputata, qui) per proporre una nuova legge: Commissione di inchiesta parlamentare sull’uso politico della giustizia.

Si sa, la magistratura è politicizzata, i magistrati danno vita ad un partito che in Italia ha molti seguaci (e persino un giornale. Si chiama “Il mattinale delle Procure”, cioè “Il fatto”, giusto per ricordare il piduista Cicchitto). I magistrati “antropologicamente diversi dal resto della razza umana” militano in politica, facendo opposizione a tutti i governi, riscontrando, loro malgrado reati o presunti tali, ai quali, a volte non è dato nemmeno il tempo di indagare. Perchè si sa, o si arriva alla soluzione in pochissimo tempo, o pazienza, il probabile delinquente sarà libero di continuare a combinare quello che faceva. E siccome questo partito dei giudici, “toghe rosse” da un lato, in contatto con lo spionaggio americano dall’altro, non ha un proprio statuto, occorre che qualcuno controlli loro su come reagiscono. Parafrasato significa semplicemente che questa bella Commissione Parlamentare controllerà chi ha il dovere di far rispettare le leggi.

Avete presente dunque, il circolo vizioso che si viene a creare?  Io corrompo un giudice, gli scrivo la sentenza e il processo finisce grazie al mio intervento. Allora la Procura competente inizia ad indagare sui giudici corrotti e magari qualcun altro su di me. Poi interviene la Commissione che indaga sui giudici che indagano i giudici e me. Insomma, una piccola catena.

La quale esprime la sua brutalità con il fatto che alla Commissione sono dati i poteri di qualsiasi Corte d’Appello o Cassazione. Che significa? Potranno accedere ad intercettazioni, interrogatori, verbali. Come scrive Tecce: “I parlamentari avrebbero in mano – e non in senso figurato – il lavoro di procure e tribunali.”. Ma ciò non fa un baffo alla storiella che ci raccontavano alle scuole medie dell’indipendenza dei poteri? Beh, evidentemente non in questo caso.

Però è da ammirare la verità della proposta di legge: una Commissione perchè”perché tolto Berlusconi dal mirino, adesso puntano ai suoi collaboratori di fiducia”.

E quando c’è l’onestà, c’è tutto.

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commenti
  1. […] di una Commissione parlamentare contro l’uso politicco della giustizia (ne ho parlato qui). Giusto per citare le maggiori trovate degli uomini del Pdl. Gli italiani saranno si caproni, (non […]

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