Il governo “dei dati”

Pubblicato: 23 febbraio 2010 in Attualità, Riflessioni personali

Questo governo Berlusconi, senza sbagliare troppo, si può definire “il governo dei dati.”. Basta vedere i politici iscritti al Pdl che popolano i talk show più in voga (a partire da programmi come Annozero o Ballarò sino a Domenia In) che ogni qualvolta si trovano davanti ad un confronto con il poveretto di turno che mette in dubbio l’operato del governo, scagliano, come vere e proprie frecce, una sfilza di dati che renderebbero il governo degno di plauso.
Esempio classico è la lista degli uomini più pericolosi d’Italia che vengono arrestati. Camorra, ‘ndrangheta, mafia: tre sostantivi all’ordine della lista sulla bocca del politico di turno. E legati a questi i nomi di coloro che vengono arrestati dalla Polizia e dalla magistratura. E non dal governo. Perchè la differenza è sostanziale. Non è Maroni, ministro dell’Interno che arresta i boss mafiosi o sequestra beni che poi ha intenzione di rivendere. Ma è la Polizia che fa straordinari non pagati, che non ha benzina nelle autovetture, che è sempre a rischio e non particolarmente tutelata dallo Stato stesso. Ed è la magistratura che arriva a formulare richieste di arresto, di custodia cautelare in carcere, di sentenze, di processi. La stessa magistratura, poi, guarda caso, politicizzata. La stessa a cui si vuole togliere il privilegio delle intercettazioni. Il privilegio di una prescrizione più lunga. il pirvilegio di un processo che arrivi a sentenza il prima possibile.
Insomma, la stessa magistratura e la stessa Polizia tanto criticate dal nostro amato governo, quello “dei dati”.

Lo stesso governo “dei dati” che promuove la lotta alla corruzione. Il perchè l’ha spiegato oggi Bocchino a Ballarò: bisogna dare una risposta al Paese. Ottima motivazione, se non fosse che la risposta al Paese si da sempre quando ormai è tardi. COme afferma Bocca in “Annus Horribilis”, gli italiani danno il meglio di sè nelle emergenze. Prova lampante, il territorio de L’Aquila. Migliaia di persone si sono mobilitate affinchè la questione emergenza fosse “alleviata” il più possibile. Affinchè il gruppo sui “bersagli come bambini down” su Facebook fosse eliminato.
Quando non ci sono emergenze, invece, sembra andare tutto bene. Ragionamento analogo per il governo. In emergenza da il meglio di sè. Infatti con gli scandali legati alla Protezione Civile si è sentita l’esigenza di discutere e di prendere provvedimenti circa la piega che l’Italia stava prendendo. Le mazzette piacevano a molti. Imprenditori e politici. E altri sono stati a guardare come al solito, o ci hanno messo del proprio.
Eppure, verrebbe da chiedersi, c’era davvero bisogno di questi scandali per iniziare a parlare di corruzione? Certo che si. Perchè, per esempio, il caso Previti è solo un insignificante dettaglio. Condannato in primo grado nel 2003 per corruzione e interdetto ai pubblici uffici, il buon Previti, oggi condannato definitivamente, rimase in Parlamento per ben quattro anni, per poi dimettersi.
Il discorso quindi dei pdllini, vale da oggi in poi e non retroattivo come, per esempio, il processo breve. Da oggi, chi è sorpreso a corrompere o a essere corrotto, è fuori dalla scena politica. E magari anche dal Parlamento.

Sarà la volta buona del governo “dei dati”?
Ai posteri l’ardua sentenza.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...