“Due piccioni con una fava”

Pubblicato: 26 febbraio 2010 in Attualità, Riflessioni personali

In Inghilterra le cose funzionano un pò diversamente. Quando l’avvocato Mills scrisse una lettera al suo commericialista di fiducia nella quale spiegava di aver ricevuto un bel gruzzoletto per aver difeso Berlusconi mediante falsa testimonianza in alcuni processi legati alle cosiddette “Fiamme sporche”, il fiscalista, invece di far sparire i seicentomila dollari in questione in qualche paradiso svizzero, pensò male di rivolgersi a Scotland Yard per denunciare la cosa, il quale contattò l’Italia che iniziò ad indagare sulla cosa.
Il processo a Mills inizia con la sua condanna in primo grado a quattro mesi di carcere per corruzione in atti giudiziari. In appello sostanzialmente gli viene riconfermata la pena, anche se la corruzione giudiziara viene valutata come “susseguente”: Mills testimonia il falso e successivamente viene ricompensato da Bernasconi, incaricato da Berlusconi. Il contrario, nel primo grado. Ieri in Cassazion il reato di Mills è stato dichiarato prescritto. Cioè da quando è stato commesso il reato sino alla sentenza definitiva avvenuta ieri sono passati più di dieci anni.

Sono necessarie a questo punto due considerazioni. “Diversamente
dal pm De Pasquale, dai giudici del Tribunale e della Corte d’Appello di Milano, a suo avviso (di Ciani, pg Cassazione) il reato si è consumato l’11 novembre ’99 e non il 29 febbraio 2000.(Mascali)”. Infatti se Ciani, avesse confermato il reato per l’anno 2000 allora la sentenza sarebbe stata differente. Condanna o assoluzione, o non prescrizione. Fermo restando che il verdetto definitivo sarebbe arrivato sempre ieri 25 febbraio.
La seconda riflessione è in merito alla prescrizione di Mills. Se è vero che Berlusconi, se così si può affermare, l’ha condotto nei guai, dall’altra l’avvocato deve ringraziare il premier. La legge attuale che regola la prescrizione dei reati è la cosiddetta Ex-Cirielli. Perchè si definisce “ex”? Perchè colui che la propose (Cirielli appunto) voleva apportare delle modifiche alla questione dei recidivi e rendere la prescrizione del reato più veloce). Il problema fu che la legge si evolvè in peggio. Infatti la legge, da un lato punisce i recidivi, dall’altro favorisce gli incensurati: essa “stabilisce che la prescrizione interviene quando è trascorso un tempo pari alla pena massima prevista per il reato aumentata di un quarto se non si hanno precedenti, della metà se recidivi,  di due terzi se si torna a delinquere entro i cinque anni.”.Infatti l’ art. 319-ter c.p. afferma che “Se i fatti indicati negli artt. 318 e 319 c.p. sono commessi per favorire o danneggiare una parte in un processo civile, penale o amministrativo, si applica la pena della reclusione da tre a otto anni.”. Infatti, facendo due conticini, la quarta parte di otto anni è proprio due, che sommata a otto, da dieci, il tempo di prescrizione in questione. Curiosa coincidenza poi, il fatto che la stessa ex-Cirielli sia servita anche a Previti. Per cosa? Corruzione in atti giudiziari, per conto di chi? Molto probabilemente di Berlusconi, il quale fu prescritto a causa delle “benedette” attenuanti generiche.
Si evince quindi il detto: “Due piccioni con una fava”. Ci avevate mai pensato?
Da un lato dunque la decisione della Suprema Corte di far risalire il reato al 1999, dall’altra la leggina ad hoc, anzi, ad personas (Mills e Previti) in grado di risolvere la questione.

Adesso è spontanea una domanda. E a Bersusconi cosa succede? Se c’è un corrotto, ci deve essere un corruttore. Molto probabilmente questi è proprio il premier, che, salvato dal lodo-incostituzionale Alfano, si è visto la prescrizione congelata.
Adesso, due sono le conseguenze. Entrambe legate all’esito del processo breve. Se passa, il processo muore in primo grado, decapitato dall’ennesima leggina ad hoc. Se non passa c’è la possibilità che si raggiunga una condanna almeno in primo grado.

Chi vivrà vedrà.

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