Se Darwin fosse vivo, sarebbe decisamente contento

Pubblicato: 3 marzo 2010 in Attualità, Riflessioni personali

L’ “editto bulgaro” fu quel che formalmente si definisce un “discorso” dell’attuale premier Berlusconi il 18 aprile del 2002, con cui inivitava calorosamente la futura dirigenza Rai di allontare Biagi, Santoro e Luttazzi in quanto avevano “fatto della televisione pubblica, pagata coi soldi di tutti, è un uso criminoso.” Cioè si occupavano di politica in tv, prescindendo da qualsiasi espressione di “paraculismo mediatico” (mi si perdoni il termine), trattando in egual modo ciò che tutto l’arco istituzionale combinava.

Quando De Bortoli, da poco eletto direttore del giornale di Via Solferino (Il Corriere della Sera), fu attaccato sempre dal nostro premier a novembre dell’anno scorso (ad un vertice a La Maddalena, se la memoria non mi inganna), il giorno dopo sul suo giornale uscirono una buona parte di articolo contro la sinistra e i suoi guai, che provocarono l’ira e il botta-e-risposta di Scalfari che, a colpi di editoriali, attaccò il neo-direttore del Corriere, per aver piegato la schiena.

Quale il senso di questa breve introduzione? Da un lato colgo la provocazione di Oliviero Beha, il quale, alla trasmissione di Augias di oggi ha ripetuto che gli italiani hanno memoria corta. E ricordare determinati avvenimenti, fa sempre bene alla mente.
Dall’altro, la paradossale somiglianza con quello che sta succedendo in questo frangente di tempo.

Eravamo rimasti alla decisione della Commissione di Vigilanza Rai che, 30 giorni prima della campagna elettorale, potessero andare in onda solo qui programmi che rispettassero la legge sulla par condicio. Cioè, se ad una trasmissione si fosse parlato di un tizio del centrosinistra, allora si sarebbe dovuto chiamare uno del centrodestra. Fino ad arrivare alla paradossale estremizzazione della proposta. Un programma su Vittorio Bachelet che avrebbe ospitato il figlio (militante nel Pd) non andò in onda, causa mancanza di un esponente del centrodestra. Il figlio non faceva mica campagna elettorale; semplicemente avrebbe parlato del padre. La cosa poi si è evoluta venendo meno, a seguito di non poche proteste, e la decisione di questa assurda par condicio fu annullata. Nel frattempo nasceva un provvedimento ben peggiore. Cioè quello che adesso permette ai programmi di informazione politica di non andare in onda. Programmi come Ballarò, Annozero e Porta a Porta, infatti, non andranno in onda sino alle elezioni.

Quindi si registra un progresso. Con l’editto bulgaro prima e con quello libanese poi, si impediva di fatto a persone di fare il proprio lavoro. Ma perdevano il lavoro solo poche persone. Qui invece intere trasmissioni televisive sono state cancellate, perchè forse troppo “faziose”perchè anch’esse propongono temi che a molti non vanno giù.
Infatti ieri in molti, politici di centrodestra (almeno fino alle 21.00) non erano presenti al sit-in davanti allo studio nel quale sarebbe dovuto andare in onda Ballarò di Floris; sit-in che registrava la presenza di un bel pò di gente, dei politici dell’opposizione e di qualcuno del popolo viola, che proprio non ne vuole sapere di morire. Certo, per ovvie ragioni non erano in numero paragonabile a quello del 5 dicembre, ma c’era a supportare quest’ennesimo bavaglio all’informazione perpetuato dall’azienda del serviziodi televisione pubblica nazionale.

Avendo citato l’editto bulgaro e avendolo collegato alla vicenda di ieri, c’è anche da capire il motivo del ricordo del fatto del Corriere. Ieri, infatti, in Italia, non è apparso sul quotidiano di De Bortoli un pezzo di Galli della Loggia, il quale criticava l’operato del Pdl. Ma il buon direttore rassicura che si è trattato di un “errore tecnico”.
Errori che avvengono sempre in momenti particolari. Prima quando Berlusconi critica il giornale di Via Solferino, adesso quando la Rai decide di chiudere determinati programmi.
Anche qui un’evoluzione. Prima il giornale racoglie articoli contro il centrosinistra, adesso non li raccoglie proprio, ma ne propone altri.

Se fosse vivo Darwin, sarebbe contento di sapere che la sua teoria non vale solo per la natura.

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