Tutto è bene, quel che finisce bene.

Pubblicato: 19 marzo 2010 in "Il Giornale" della concordia

“Forza Silvio, adesso vai all’attacco”. Così Perna, su “Il Giornale”di oggi.
Siamo giunti, forse, alla decisiva manifestazione del Pdl.
Infatti eravamo rimasti, per chi segue questo blog e la politica, ad una possibile protesta di piazza pochi giorni dopo la sentenza sfavorevole del giudice Mesiano, la quale, condannando Fininvest ad un pagamento di 750 milioni alla Cir, aveva deciso di scendere in piazza. Poi, il cinque dicembre, solidarmente con quelli del NoB-Day, avremmo dovuto assistere al SiB-Day, ma nemmeno quella ha trovato espressione. Scusa ufficiale: possibili violenze tra fazioni opposte, con la solenne promessa di farla. Promessa, naturalmente, disattesa.
E così ci è voluto che il premier in persona prendesse sul serio la questione. Qualcosa se non la organizza lui, o uno dei suoi fedeli, proprio non si riesce a fare. E quindi, unendo le forze del fascista La Russa, esperto in Difesa Personale; dell’indagato Verdini; del poeta ex-comunista Bondi si è riusciti, finalmente, nonostante la stanchezza, a indire una manifestazione, con un palco talmente grande da fare invidia e gola a molti piccoli cantanti.

All’operato di Berlusconi, poi, si unisce anche il primo mancato entusiamso di La Russa, il quale, come riporta la tifoseria feltriana, afferma: “Temevamo di non farcela in sette giorni ma il premier ci ha ricordato che siamo un popolo, basta chiamarlo  risponde”. Un Berlusconi a cui il carismam certo non manca. Ma un Berlusconi che solennemente promette di discutere delle riforme (tradotto, inciuci) che intende fare per salvare l’Italia da questa crisi, che non è solo economica.
Infatti Lupi: “Risponderemo con i progetti all’agenda dettata dai Pm” e “Noi faremo la festa, non la caccia al nemico”. Il Pdl si conferma, pertanto, il Partito Dell’ Amore, quello che porge l’altra guancia, quello che guarda avanti. Non perdonando, semplicemente infischiandosene di un premier scoperto a minacciare qualcuno affinchè si muovesse per non far andare in onda programmi scomodi e faziosi, mobilitando tutti, anche quelli ai massimi livelli. Basta leggere l’articolo di ieri su “Il Fatto”, intitolato “Tutti gli uomini di B.”, che vagamente, ricorda, “Tutti gli uomini del presidente”, film che di certo abbiamo visto.

E basta leggere “Il Giornale” di oggi per rendersi conto del taglio polemico e incentrato sull’arresto per corruzione ed associazione a delinquere di Frisullo, ex vice-presidente giunta Vendola.
“C’è chi ruba e chi telefona”, scrive il luminare Sallusti nel suo editoriale. Chi ruba sarebbe Frisullo, chi telefona invece è Berlusconi. Sebbene le carte siano state trasferite al Tribunale dei ministri a Roma, a Trani si è parlato di minacce ai danni di un’autorità garante.

A Trani, invece, “resterà solo l’inchiesta sul direttore del Tg1, Augusto Minzolini, colpevole di aver fatto una telefonata pochi minuti dopo essere stato interrogato come testimone dai Pm”. Ed aver raccontato quanto detto nell’interrogatorio. In gergo si chiama “rivelazione di segreto”. Ma non è nulla eh.
Minzolini rimarrà sempre al Tg1.
Berlusconi la farà franca con un’altra leggina ad personam.

Perchè, come scrive sempre Sallusti, “la fuga in avanti della procura di Trani” “è già arrivata al capolinea.”
E quindi, tutto è bene, quel che finisce bene.

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