Questo si che è amore

Pubblicato: 22 marzo 2010 in "Il Giornale" della concordia

“Un milione in piazza a Roma.” (Vittorio Feltri, “Il Giornale, domenica 21 marzo)
“Quasi un milione in piazza.” (Emilio Fede, Tg4, sabato 24 marzo)

Così tuonava e festeggiava la stampa berlusconiana subito dopo la manifestazione a Roma, in favore del solito amore. Quale? Quello che “vince sempre sull’ invidia e sull’odio”.
Un amore che poi trova riscontro anche nelle parole del Cavaliere, che dall’alto dell’enorme palco, prima del grande giuramento, tiene il suo discorso. Due frasi salienti, espressione del totale amore: “È una scelta di campo tra chi fa e la sinistra che sa solo diffondere odio, pessimismo e catastrofismo” o “Un ufficio giudiziario senza la competenza territoriale mi ha intercettato per diciotto volte”.
L’amore per gli altri che non appoggiano il premier, chiaramente, è totale. E ci si rende conto di questo anche osservando i cartelloni e gli striscioni dei manifestanti. Su uno c’è scritto: “Famoli viola”, espressione forbita di romanesco, rappresentazione dell’amore che il berlusconiano doc prova verso chi non appoggia certe strategie di governo e determinati comportamenti di una classe politica; o il caldo consiglio a “Tonnino, Bonnino e Travaglio” di mettersi un bavaglio difendendendo il cosiddetto articolo 21 della Costituzione, che prescrive a chiare lettere la libertà di stampa.
E poi, quello che, con estrema onestà, reputo vergognoso.
A pagina 13 de “Il Giornale” di ieri, sono riportate le foto di alcuni “amorevoli manifestanti” della manifestazione di sabato. E, in una foto che ritrae il giovane Ministro Meloni, “mentre corre, megafono alla mano, in testa al corteo che mostra orgoglioso le carte dei tarocchi della sinistra: Bonino, la morte, Bersani, l’appeso, Di Pietro, il matto”. Non ritrae, naturalmente, il tarocco di Borsellino, il quale rappresenta la Giustizia. Vengono dunque messi sullo stesso piano un tizio che è stato ucciso dalla mafia, poco dopo aver rilasciato un’intervista mai andata in onda in Italia, e tre politici italiani. Questo è il segno dell’amore dei berlusconiani. Borsellino viene ridotto a tarocco, ad una semplice carta. Ma il Ministro Meloni, che di tarocchi se ne intende, spiega a gran voce: “Ci sono carte brutte e belle”. E poi, quasi magicamente, inzia a parlare di “strumentalizzazione” come riporta “Il Corriere della Sera oggi”. E qui le foto.

Poi a questo si aggiunge anche l’amore con Maroni. Il quale difende a spada tratta i numeri dati dalla Questura di Roma: centocinquantamila persone al massimo. E da qui la polemica tra i leader del Pdl e il Ministro dell’Interno.

Questo si che è amore. Amore totale, incondizionato e autentico.

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