Non pensate sia il momento di una vera “rivoluzione”?

Pubblicato: 28 marzo 2010 in Riflessioni personali

Curioso che in un Paese occidentale come l’Italia, il pomeriggio delle elezioni regionali e comunali, su alcune reti, che pur essendo private, non siano trasmessi programmi di approfondimento politico per tenere costantemente aggiornati i cittadini? Curioso che in un’Italia che si dice “civilizzata” la maggiorparte delle reti siano finalizzate a trasmettere programmi il cui format è decisamente scadente?
L’esempio lampante non sono tanto i reality, che di per sè, rappresentano un’offesa alla dignità umana; ma ciò che ne consegue.

Si prendano i programmi di intrattenimento cultarale della domenica pomeriggio. Si assiste attoniti a discussioni riguardanti gli amori e le gesta di componenti oramai in auge di ex concorrenti dei reality andati in onda precedentemente, di pettegolezzi inutili i quali, mentre dovrebbero essere legati alla più intima sfera personale, diventano motivo di discussione pubblica, di riflessione alla maniera di chi grida più forte.
A questo magnifico quadretto si accosta un pubblico commosso che interagisce con i personaggi in questione ponendo domande, provocazione o riflessioni riguardo gli argomenti su citati, mentre, a gara, gli opinionisti intellettuali che in un tempo precedente erano stati protagonisti di programmi meno demenziali, si affrontano in un caloro dibattito in segno di fraterna “filantropia”: insegnare come comportarsi e criticare l’operato di certa gente.
E così oggi abbiamo assistito allo psichiatra Meluzzi, che ha pure il privilegio di scrivere determinati pezzi su “Il Giornale”, che si interrogava da un punto di vista clinico sui comportamenti di uno degli ex personaggi del Grande Fratello mettendone in luce la sua timidezza, fonte di una spettacolarizzazione molto particolare. Paradossale.
Meluzzi non era il solo. Anche Cecchi Paone, luminare della scienza, al centro di questioni anche legate alla discussione fede/ragione a mò suo, era in sala dalla D’Urso, ad affrontare assieme a lei, moderatrice per eccellenza di questi fondamentali dibatitti, la questione degli ex del Grande Fratello.

Spiace dirlo, ma questi sono gli italiani. Quelli che, nel pranzo della domenica osservano incantati programmi del genere, mentre, tanto per dirne una, si registra un calo delle votazioni, rispetto agli anni scorsi. Questo è il popolo italiano affascinato oramai dal gossip e dalla piccola televisione, piuttosto che dai fatti e dalle notizie, dalle discussioni riguardo l’ultimo amore di un personaggio pubblico piuttosto che l’ultimo attentato in Palestina.

Se a questo, poi, si aggiunge, ciò che diceva Norma Rangeri, il quadro è completo. Nella trasmissione “Raiperunanotte” la giornalista del Manifesto affermava che a Roma, nella fatidica manifestazione che ha visto un milione di persone in piazza per il Pdl, la gente presente era la stessa presente nei salotti televisivi della De Filippi, della D’Urso e di chi come loro conduce programmi tesi a distrarre il popolo da argomenti seri, incantandoli con storie legata alla personalità più intima, che ormai, è divenuta motivo di spettacolo.

Non pensate sia il momento di una vera “rivoluzione”?

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