Hannus horribilis di Giorgio Bocca

Pubblicato: 29 marzo 2010 in Libri

“Ora che ho compiuto il mio percorso fra immortalità e fragilità mi pare di vedere più lucidamente le opportunità e i rischi della vita”. Questa una delle ultime frasi di “Hannus Horribilis” di Giorgio Bocca. Una frase non espressione di presunzione, ma di presa di coscienza di essere davvero esperto, vista la sua personale esperienza di vita, sui rischi che incombono su quest’Italia o su comportamenti che già si delineano.

Disicantato e schietto come al solito, Bocca si lascia andare, mediante questo libro all’analisi di tematiche calde che sono protagoniste del nostro tempo, con un perfetto stile giornalistico, non tralasciando, però, personali opinioni sugli argomenti trattati nel testo.
E così, capitolo per capitolo, pagina per pagina, riflette su problematiche di cui sentiamo paralre ogni giorno. Problematiche che ci riguardano da vicino, o a cui, magari, non abbiamo mai fatto caso perchè apparentemente lontani da noi.

In tal modo, si erge, nel primo capitolo, una pacata analisi sul ritorno del fascismo in Italia. Una riflessione che spiega come mai in Italia si può parlare di dittatura pur rimanendo assolutamente obiettivo, mettendo a nudo uno dei principali problemi italiani: il ritorno fascismo come conseguenza di taluni comportamenti che oggi si evincono nella nostra penisola. E a questo proposito afferma: “Tranquilli, il fascismo è già tornato”. Certo le motivazioni sono varie e sarà compito del lettore scoprirle.
Un’analisiper certi versi cruda, che, con nomi e congnomi, descrive un’Italia strana, che talvolta provoca in noi una sorta di stupore, non essendo abituati ad ascolatare determinati temi in televisione, che si conferma il maggior mezzo di informazione.

Un altro capitolo, invece, sulla crisi economica e sulle sue mille sfaccettature che essa ha assunto tutt’oggi. Ma una crisi raccontata da un profano, da uno che si è solo informato, che non è laureato in economia e che, senza alcun tecnicismo inutile, affronta la causa di quest’ondata riconoscende scontate colpe in chi, non si sa come, avrebbe dovuto far evitare quello che poi è successo. Anche questa un’analisi disincantata che colpisce molto perchè fatta da un cittadino semplice che riesce a rendere di facile comprensione atteggiamenti sconosciuti ai più.

Un altro capitolo sull’ “operaismo”. Come è cambiato il mondo degli operai, il mondo del lavoro nelle fabbriche. Perchè lo scendere in piazza non risulta essere più efficace come nel secondo dopoguerra e fino agli anni 90. Come mai una sorta di paura affligge chi, quasi per antonomasia, dovrebbe scendere in campo a gridare i prorpi diritti di lavoratore e come mai, d’altro canto, la politica della sinistra si sta allontanando sempre più dalla questione “lavoro”.

Un saggio che ritrae un 2009 buio, “horribilis”. Non esclusivamente per l’Italia, ma per il mondo intero.

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