Le riforme del centrosinistra

Pubblicato: 9 aprile 2010 in Attualità, Riflessioni personali

“Il Pd pensa che sia meglio essere concilianti”. Questa la risposta di Giorgio Bocca, giornalista su cui ho scritto in questo blog, alla provocazione di Truzzi (Il Fatto) riguardo la voglia da parte del maggior partito di opposizione di voler fare le riforme.
In effetti, come dare torto a Bocca quando afferma che il centrosinistra è conciliante nei confronti di un governo che vara e appoggia decreti e leggi ai più anticostituzionali, anche se alla fine firmate?

La posizione del Pd è chiara. Semplicemente è un’opposizione accondiscendete o “diversamente concorde”. Un’opposizione incapace di proprorre un modello chiaro, esplicito e differente al berlusconismo che, per certi versi, ha finito con il pregiudicare certe idee del centrosinistra. Lo schieramento che vede in testa Bersani, invece, è sempre alle prese con le riforme. Si parla di riforme condivise, con la sacra benedizione del Capo dello Stato; riforme che dovrebbero salvare il Paese da una crisi, prima che economica, morale. E quindi si inzia a proporre, quasi di comune accordo, perpetuando inciuci, una grande riforma della giustizia, come se fino ad adesso non ce ne fossero mai state.
Così, alle dichiarazioni inusuali di un Presidente del Consiglio, indagato in almeno tre processi al momento, riguardo il terzo potere (la magistratura), seguono smentite e prese di posizione blande, innocue, poco utili e finte. Dissociazioni che non promettono nulla che trovano la fine qualche ora dopo con l’ennesimo silenzio assenso che permette al governo di continuare a sparare a zero su coloro i quali non concordano con esso.
Mentre, chiaramente, non si perde l’obiettivo delle riforme condivise. Quelle sono la vera priorità dell’attuale Parlamento; l’importante è dialogare con la fazione avversa affinchè si cerchi un compromesso legislativo in grado di risolvere determinati problemi del Paese. I quali, guardacaso, sono sempre gli stessi di quelli dei colletti bianchi.

D’altro canto, anche Bocca propone la sua di riforma affermando: “Rispettare la Costituzione sarebbe la riforma più auspicabile”. Sarà che per attuare una riforma del genere occorre prima di dialogare inziare fare vera opposizione, denunciando a gran voce certi abusi? O no?

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