La “vittoria” di Di Stefano

Pubblicato: 10 aprile 2010 in Riflessioni personali

La prima volta che sentì parlare di “Europa 7” ero quasi contento. Contento perchè, nella televisione di tutti i giorni, arrivava un nuovo canale che avrebbe forse offerto di più rispetto a quelli esistenti e che avrebbe permesso, in un mercato capitalista come il nostro, di instaurare una maggiore concorrenza a vantaggio della qualità dei programmi in onda.
Fa strano, oggi, rendersi conto che di “Europa 7” nessuno ne sa nulla, a causa della solita (senza retorica) mancanza di sana informazione, che trova espressione solo in una certa parte di giornalisti, additati come iscritti a non si sa bene quale partito.
Vicende giudiziare a parte, che meriterebbero di essere presentate, ma che trovano una chiara descrizione in questo video, è abbastanza paradossale aver aspettato circa dodici anni prima di vedere Di Stefano e la sua televisione. Come è paradossale riuscire a guardare con enorme tranquillità il canale Rete 4, che, prima con una sentenza della Corte Costituzionale, poi con una senteza della Corte di Giutizia Europea continua a mandare in onda i suoi format, i suoi personaggi, le sue informazioni. Come è paradossale che alla fine, nonostante Di Stefano abbia finalmente ricevuto ciò che gli spetta dal lontano 1999 con la vittoria di una gara d’appalto, Rete 4 trovi ancora motivo di esistere, nonostante la legge dica chiaramente che deve chiudere.
Quando sono coinvolti gli interessi di Berlusconi, tutto assume una piega differente. E la si osserva anche grazie alla televisione. Craxi, responsabile di aver portato il debito pubblico a livelli tristemente memorabili e condannato definitivamente in due sentenze (Eni-Sai e Metropolitana Milanese), dovette fuggire ad Hammamet, non potendo contare su alcuna televisione in grado di scalfire il lavoro della magistratura. Del Bono, ex sindaco di Bologna, coinvolto nel Cinzia-gate, si è dimesso subito, non possedendo mezzi di informazione tali da permettergli di ingannare gli italiani.
La televisione assume, pertanto, un ruolo fondamentale. E si capisce allora il motivo per il quale Rete 4 non verrà spenta (almeno per il momento): essa rappresenta un’espressione di propaganda che unita alle altre reti Mediaset e ai complotti con la Rai, fa bene il suo lavoro, con un’informazione basata non sui fatti ma sulle opinioni.

D’altro canto, non si può parlare di una vera e propria vittoria. Certo, il mio è il disinteressato parere di un cittadino, che ha più o meno seguito la vicenda. Il governo italiano, condannato a pagare una multa di 300.000 euro circa al giorno per la mancata messa in onda della tv di Di Stefano, aveva il dovere di provvedere a trovare una soluzione al problema, anche perchè, in tempi di crisi, 300.000 euro al giorno sono una bella somma.
Non è pertanto una vittoria, ma un atto dovuto.
Sarà una vittoria quando Di Stefano otterrà il risarcimento per 12 anni di non televisione e nemmeno quando Rete 4 finirà solo sul digitale (ci sarebbe, il condizionale è d’obbligo in Italia, una sentenza che affermerebbe questo). Fino ad allora, c’è poco da festeggiare.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...