L’augurio di Camilleri

Pubblicato: 14 aprile 2010 in Attualità, Riflessioni personali

“Nel 2013 avrete un capo del governo leghista e Berlusconi presidente della Repubblica. Io a settembre faccio 85 anni. Auguri a voi.”.
Con queste parole si conclude l’intervista di Silvia Truzzi a Camilleri, che avendo militato nel Pci adesso si ritrova a votare un Pd, che viene definito, senza sbagliare troppo, “in cenere”.
In effetti, non si può dar torto a Camilleri. Se le cose rimangono tali e quali, la possibilità che il centrosinistra presenti un candidato valido tale da avere una buona probabilità di battere un futuro premier leghista, è davvero bassa. Così come è bassa la possibilità che questo candidato possa vincere contro una coalizione che ogni giorno dimostra un gran potere che viene perpetuato con proposte che colpiscono la gente.
Il federalismo ne è un esempio. Certo, è abbastanza paradossale che il Parlamento (con il solito silenzio-assenso del Pd e il sorprendente “si” dell’Italia dei Valori) abbia approvato una legge che muterebbe il piano economico nazionale, pur non avendo la matematica certezza che il rapporto costi-benefici sia chiaramente a favore dei secondi. E queste non sono certo mie personali considerazioni; sono invece parole del ministro Tremonti il quale ha pubblicamente dichiarato che non è possibile calcolare se è effettivamente conveniente per tutte le regioni questo federalismo, in quanto le “variabili” sono molte e sono anche oggetto di errore. Nonostante tutto, il federalismo è legge.

Parentesi del federalismo a parte, il Pd continua a subir colpi.
Dopo le critiche dell’ex Capo del Consiglio Prodi (l’unico ad aver battuto Berlusconi per ben due volte, dettaglio altro che insignificante) al Pd tutto, arrivano secche le critiche degli esponenti del Pd, che dalla “dipartita” di Prodi non sono riusciti a trovare un vero leader che abbia avuto le stesse capacità di quest’ultimo.
Così come il vociferare del ritorno di Veltroni, che non ha riscosso molto successo alle scorse amministrative.
È come se il Partito Democratico fosse impantanato. Come se da un lato fosse preso dalle aperture riguardo i temi della giustizia a cura di Orlando, che, qualche giorno fa, sul giornale di Ferrara, ha lasciato intendere di voler condividere con la coalizione al potere molte iniziative; dall’altro come se fosse preso da un potenziale rinnovamento, che si evince da certe dichiarazioni di Bersani, da certi senatori del Pd (si pensi alla lettera dei quarantanove senatori all’indomani delle elezioni) e dal fatto che al momento non è troppo tardi per cambiare strategia, sebbene i risultati delle regionali la dicano lunga.
Un potenziale rinnovamento che non riesce a trovare espressione perchè osteggiato dalla voglia di fare riforme, dalla voglia di collaborare. Una collaborazione che non è molto utile ai fini del Paese, ma più alla solita casta.

A questo poi si aggiungono i sondaggi de L’Espresso, che ha cercato di trovare qualcuno con le giuste competenze per affrontare Berlusconi in un probabile futuro scontro elettorale. E non ci si meravigli se Bersani è quasi in fondo alla classifica. Segno che il Pd ha bisogno tutt’altro che di un potenziale rinnovamento.
E allora, in questo si configurano le ultime parole di Camilleri: “Auguri a voi” affichè troviate qualcuno che rappresenti questa sinistra, ormai ridotta a brandelli.

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