Esplosioni e implosioni

Pubblicato: 15 aprile 2010 in Attualità, Religione, Riflessioni personali

Onestamente, credo che, ogni cattolico con un briciolo di autocritica e razionalità, debba affrontare una seria riflessione su quello che sta succedendo.
E non parlo solo dei gravissimi scandali della Chiesa di Roma. Anche delle “rivolte interne”.
La combinazione di questi due eventi conduce ad assestare, anche in tempo più o meno lungo, ma sicuro come non mai, un colpo decisivo che risulta essere tutt’altro che banale.
L’unione dunque, delle “esplosioni e delle implosioni”, porta inevitabilmente alla perdita della credibilità di questa istituzione che vive e per certi versi, governa, da circa duemila anni.
Parlare di esplosioni e implosioni non è certamente retorico. Ma esse rappresentano le due facce di una stessa medaglia che è espressione di alcuni attualissimi problemi.

Per esplosione, in ambito scientifico, si intende uno scoppio o una sorta di “scintilla” esterna che ha generato un qualcosa: in incendio o una detonazione, giusto per fare un esempio. Con una metafora non sbaglieremmo se dicessimo che la situazione attuale in cui la “Chiesa gerarchia” giace è il frutto di un’esplosione.
Un ‘esplosione dovuta alla continua comparsa, da più parti, delle dichiarazioni riguardo gli abusi dei sacerdoti che ancora resistono forti nelle loro parrocchie forti e sicuri di una obiettivamente errata solidarietà delle grandi gerarchie che sembrano essere troppo prese da uno spirito di conservazione piuttosto che una forte presa di coscienza che la situazione è grave e tende irrimediabilmente a peggiorare se non si pone in atto il giusto rimedio.
Più che singola esplosione, si potrebbe parlare di più esplosioni, capaci di instaurare una sorta di eterno incendio che non accenna a placarsi se, perdonatemi la metafora, si continua a puntare l’estintore sulla parte alta delle fiamme, quando invece sarebbe auspicabile si puntasse alla parte bassa, quella a contatto con il suolo.
Una serie di esplosioni che permettono anche a coloro che, magari, non si sono mai posti il problema di credere, o non si sono mai interrogati analiticamente su cosa significa avere fede, di avere una parziale informazione sulla Chiesa di Roma, dato che non si riesce piùa cogliere il vero senso di quest’istituzione, che rimane annebbiato dagli scandali  odierni.
Si registrano, quindi, anche esplosioni esterne, che favoriscono il declino della redibilità.

A tutto questo si aggiungono le implosioni.Le quali risultano essere di più tipi. Alcune sono strettamente riconducibili alle gerachie ecclesiastiche, altre ai fedeli, a coloro che si “autodefiniscono” cattolici, frequenti praticanti dei Paradisi e degli Inferni (mi si faccia passare la frase).
Le esplosioni di cui sopra sono alimentate ogni giorno da implosioni, cioè da fenomeni che nascono all’interno del rogo stesso. Non è più colui che è all’esterno a dare il suo contributo al cedere della credibilità della Chiesa, ma ci si mette anche qualcuno dall’interno. Ad iniziare dai prelati di altissimo grado, i quali sembrano non essere particolarmente preoccupati nel cercare un rimedio sicuro e duraturo agli scandali attuali; più impauriti sono per la potenziale perdita di fedeli e di credibilità, pur non mettendo in atto alcuna strategia chiara capace di ridare una certa dignità simile almeno alla precedente.
A questa “non-azione” si aggiunge, poi, la presa di posizione assurda e irrazionale di altri prelati. I quali, dettati da un non so che di “vendetta”inziano a sparare a zero su argomenti che non conoscono in maniera limpida cadendo nell’abituale rito delle falsità. E della conseguente smentita di altri simili a loro, i quali sembra non abbiano perso ancora del tutto la ragione. (Riferimenti alle dichiarazioni di Bertone in Cile, assolutamente voluti.).
I fedeli, ci mettono del proprio. Basta leggere le cronache di qualche giorno fa.
Ad Adro, il paese in cui i bambini figli di morosi, sono stati costretti a mangiare pane e acqua, un imprenditore che “vota destra” ha versato anonimamente 10.000 euro affinchè a quei bambini fosse concesso un pranzo dignitoso nonostante i mancati pagamenti.
E invece di ricevere il plauso delle altre famiglie, l’imprenditore ha ricevuto solo critiche. Una sorta di gelosia nata dal fatto che adesso tutti avranno un pranzo degno di essere definito tale. Tutto ciò si colloca nello scenario “Chiesa” se si pensa che la maggiorparte dei leghisti, quali sono, rappresentati da un sindaco, emblema forse come quello del “White Christmas”, anch’egli leghista, si definisono cattolici. Gli stessi che sono hanno protestato quando qualcuno ha parlato di scarsa umanità nei confronti dei bambini in questione. Gli stessi, che, per enorme avidità, non hanno rinunciato al proprio denaro, attaccando addirittura i morosi, come se il mancato pagamento fosse espressione di mancanza di voglia. Quando invece i motivi erano legati al lavoro e a povertà. Ma questo i leghisti, forse non lo volevano proprio notare.
Cattolici si, ma chissà in quali principi credano non si sa bene.

Da un lato esplosioni, dall’altro implosioni.
Ci sarà qualcuno che metterà fine a tutto? Spero caldamente che questo qualcuno arrivi presto.

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