Attenti ai Casini

Pubblicato: 16 maggio 2010 in Attualità, Riflessioni personali

In questo scenario moralizzatore di cui il premier è il principale emblema, sembra quasi una normale conseguenza, per compensare la potenziale perdita di voti dovuta alla presenza di alte cariche del governo immischiate in loschi affari, l’alleanza con l’Udc. E non è certo notizia di oggi questo possibile patto.
Già giovedì, il consigliere fidato Feltri, aveva espresso la sua opinione:  una vera e propria analisi, in cui esprimeva le ragioni e lo scenario che si preconfigurerà qualora l’unione tra il Pdl e l’Udc andasse a buon fine, evidenziando anche i grandi problemi che ne conseguirebbero.

Un’unione necessaria, appunto, per bilanciare i voti che sono dimunuiti a seguito delle vicende che hanno toccato grandi esponenti di questo governo, consegnandoli, di fatto, alla critica amara e aspra dell’opinione pubblica, di qualsiasi colore politico che sembra non sopportare atteggiamenti del genere. Sembra, eh.
Un’unione necessaria anche in vista del voto sulle intercettazioni e sulle riforme costituzionali che al momento risultano essere in bilico. Non molto per il primo disegno, molto di più per il secondo.
Assicurarsi i voti di Casini e compagnia, quando si volterà per il Lodo Alfano costituzionale, o Lodo Immunità Tris, garantirebbe il passaggio del disegno costituzionale in legge, evitando così il referndum confermativo che rappresenta, si sa, sempre un voto il cui risultato risulta essere sempre una sorpresa.
E un referendum in questo caso, in caso si raggiunga il quorum dei “no”, rappresenterebbe un colpo basso al governo e a Berlusconi stesso, che si ritroverebbe addirittura ad essere processato almeno nelle due inchieste che lo vedono coinvolto. E questo proprio non andrebbe bene.
Cercare dunque un’alleanza adesso, a patto di concedere qualcosa al partito Casinista, rappresenterebbe una soluzione ad un problema futuro.

D’altra parte, però, come ricordava il luminare Feltri, c’è il problema Lega. Non corre certo buon sangue tra il secessionista Bossi e il crociato Casini. Non c’è certo del feelig tra i due e forse ce ne sarebbe ancora meno se il premier lasciasse al cattolico-moderato (?) parte del potere, affidando allo scudo crociato importanza nel suo governo.
Una Lega che certo non vede di buon occhio tutta l’opposizione dell’Udc alle proposte secessioniste dello schieramento del Nord e a taluni comportamenti dei suoi dirigenti.

Alla fine, anch’io voglio dare un consiglio a Berlusconi: “Signor Presidente, stia attento ai Casini!!”.

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