La questione energetica (2)

Pubblicato: 26 maggio 2010 in Attualità, Riflessioni personali

Tempo fa, a seguito di una conferenza incentrata sul “problema energia” tenutasi presso il Dipartimento di Fisica dell’Università di Bari, ho redatto un pezzo a proposito delle centrali nucleari, esplicitando obiettivi, soluzioni e problemi che nascerebbero qualora si procedesse alla costruzione di queste, anche in virtù del fatt0 che l’Italia era già in trattativa con la Francia a proposito della compravendita di energia prodotta dalla suddette o di centrali vere e proprie.
Da allora ad oggi si è fatto, mio malgrado, un enorme passo in avnti: un esplicito accordo con la Russia di Putin per la costruzione di centrali nucleari della terza generazione.
Mio malgrado perchè conscio, non da fisico certo, ma da persona informata sul funzionamento a grandi linee di una centrale del suddetto tipo, dei problemi che ne sorgono: dalla produzione di scorie, al costo eccessiv0, al pericolo di fuoriuscita di uranio come già successo in Francia, emblema della produzione energetica dal nucleare.
Alla luce di questa premessa, questo tema può essere discusso in duplice chiave: da un punto di vista prettamente riconducibile al classico “italiano medio”, informato sui fatti in maniera “discutibile”, orientato al sociale; da un punto di vista scientifico, analizzando la questione osservando cause ed effetti orientati verso la natura “ingegneristica” del tema.

E allora, osservando il problema secondo il primo punto di vista, si associa la costruzione di una centrale nucleare al disastro enorme di Chernobyl, che tutt’oggi rappresenta uno dei principali motivi di reticenza verso la costruzione di questi impianti. A cui si aggiunge il problema delle scorie, di cui non si conosce bene quale sia l’effettiva pericolosità: in molti infatti pensano che il problema è la quantità, ma non c’è nulla di più falso. Il problema vero è la radiotossicità associata alle scorie che, al momento, diventa nulla in migliaia di anni. Si aggiunge poi la questione dell’uranio che è in esaurimento e non si conosce una probabile soluzione al problema “combustibile”.
Se si osserva la questione da un punto di vista scientifico, la storia è ben diversa. Il pezzo che ho pubblicato in precedenza conteneva solo una descrizione del problema da un punto di vista “scientifico”, in cui veniva analizzato il problema descrivendo la ricerca che si sta conducendo riguardo le centrali di quarta generazione, che, ripeto, a conti fatti , entreanno in funzione quando le attuali saranno dismesse. Tutto questo a prescindere da motivazioni di carattere politico/economico
Non dilungandomi nello spiegare queste, giusto alcune considerazioni, alla luce di una visione “scientifica”.
Si evince un’assoluta ingnoranza dovuta ad un’informazione parziale che come al solito riflette l’idea della persona/organizzazione (umanitaria e non eh!), attenta a questo concetto piuttosto che all’altro. Senza sminuire il lavoro di Greenpeace, il decalogo meriterebbe un commento su almeno la metà dei punti elencati, in quanto sono presenti affermazioni di carattere non scientifico che influenzano l’opinione pubblica.
Si evince un’assoluta ignoranza nei confronti dei progressi della ricerca. Per dovere di cronaca, tutti coloro che sostengono una tesi antinuclearista basata sul “problema uranio” e su quello “scorie”, dovrebbero anche raccontare che gli attuali progetti di ricerca sono basati sull’uso del torio come combustible, che ha vantaggi rispetto al primo, in quanto ha un periodo di perdita della radiotossicità pari a due centinaia di anni (10 volte minore rispetto agli attuali periodi), costa meno e non è poco presente come l’uranio, che si è stimato possa finire in breve tempo.
Si evince l’associazione diretta “Chernobyl-centrali nucleari che si vorrebbe costruire”, pur non conoscendo minimamente quel che è successo a Chernobyl e credendo che le misure di sicurezza per prevenire nuovi disastri siano ancora uguali a quelli degli anni ’70.
Si evince un’assoluta incompetenza da parte di molti che, per pura dialettica, descrivono la centrale nucleare come un male assoluto da evitare, contrapponendo come “divino” il fotovoltaico e l’eolico, come uniche soluzioni al problema dell’approvigionamento energetico.
Si evince un’assoluta (ma suffragata da fatti certi) sfiducia nei confronti delle multinazionali che interverrebbero a lucrare sulla produzione del nucleare e non si conoscono i fatti relativi agli esponenti politici attuali (Ministri e Presidenti di Regione) a proposito della gestione di appalti riferiti ad energie rinnovabili.
Si evince insomma, un pregiudizio profondo, radicato nell’attuale società che disconosce la ricerca (indicativa è poi l’azione del governo) come soluzione possibile agli attuali problemi e, soprattutto, come nascere di una nuova cultura scientifica alla base di un nuovo modo di vedere tutte le questione inerenti il benessere umano.

Detto tutto ciò, non mi si può imputare di essere concorde con le attuali scelte italiane a proposito di nucleare, in quanto sono il primo a ribadire che le attuali tecnologie non possono che essere un danno per la nostra Italia.
Mi si può solo dire che sono un gran credulone in quanto ripongo molta fiducia nella ricerca e che odio i pregiudizi fondati su di un’informazione parziale, perpetuata da gente che, effetivamente, è attenta solo al “sociale”, secondo una propria definizione.

Qui il mio primo articolo.

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commenti
  1. Alessia ha detto:

    Il nucleare costa molto di più, ed è tutt’altro che inesauribile. Aggiungi che le spese per la costruzione di una centrale nucleare vengono ammortizzate nell’arco di una decina d’anni. Dov’è il guadagno ,senza contare il resto? è il sistema che va riformato, il modo di produrre, la concezione stessa di ciò che è indispensabile e non…tutti accorgimenti che all’interno di una società renderebbero molto più utili le fonti pulite… Cmq bel blog! 😉 complimenti davvero Francesco!!!! 😉

    • kususe ha detto:

      Anzitutto grazie mille dei complimenti.
      Qualche precisazione.
      Io non ho mai pensato che il torio sia inesauribile, infatti mi pare di non aver scritto nulla a proposito di questo.
      Il costo della centrale rimarrà certamente alto, ne sono convinto. Ma rimarrà costante come l’attuale se scelte di governo non saranno orientate a finanziare la ricerca sull’argomento. Tagliare i fondi al nucleare prima che vengano fuori queste benedetti centrali di quarta generazione mi sembra un azzardo bello e buono, dal mio punto di vista non condivisibile.
      A proposito del guadagno possiamo continuare a ripetere che esso è nullo o comunque inferiore a quello relativo alle altre fonti di energia. Ma bloccare totalmente la ricerca significa semplicementi arrendersi a delle leggi della natura che sono state sfruttate per la prima volta un centinaio di anni fa.
      Che il sistema vada riformato è assolutamente condivisibile. Che si debba attuare una rivoluzione, come proponeva Monicelli, mi sembra il minimo.
      Saluti

      • Alessia ha detto:

        Si hai ragione non avevo notato che non hai scritto nulla a proposito dell’ “ineusaribilità” del torio… Vedi un’altro aspetto che condivido (non pienamente) nel tuo articolo è l’associazione immediata che fa la gente con Chernobyl. Da un lato concordo con te ma dall’altro ho potuto constatare parlando con i miei genitori e parenti che è stato qualcosa che ha segnato le loro menti. Persino i miei amici più grandi di me di un 5-6 anni(nati nell’84 per intenderci) ricordano quello che è accaduto, le immagini che venivano trasmesse in tv… Credo che per uscire da questo luogo comune ce ne voglia di tempo e temo anche di non poter ben capire io cosa ha significato Chernobyl non avendo vissuto quegli anni…vorrei concludere dicendo che non credo che sia necessariamente ignorante e disinformata la gente che fa tale associazione…più che altro vedono l’orrore… “l’orrore! l’orrore!” dice Kurtz alla fine di cuore di tenebra e beato lui non c’erano i giornali e la televisione nella giungla!!!altrimenti si che l’avrebbe visto “l’orrore”!!!!

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