Il progressivo cambiamento del ddl intercettazionitter

Pubblicato: 4 giugno 2010 in Attualità

Non so se sia l’avvento della nuova stagione o un immancabile senso di colpa a far riflettere i senatori del Pdl (area finiana) in merito al ddl intercettazioni.
Abbiamo già assistito alla prova d’amore quando qualcuno al Senato come alla Camera sollevava il fatto che un piccolo riassuntino si potesse almeno scrivere per permettere al cittadino di conoscere indagati e imputati eccellenti.
Adesso, addirittua, dal Pdl, sorgono dubbi su altri due cardini fondamentali: la famosa norma transitoria e il limite improrogabile dei 75 giorni.

Attualmente la norma transitoria prevede che non si possano utilizzare come materiale accusatorio nelle indagini, intercettazioni effettuate prima della dell’entrata in vigore della legge nuova. Così facendo la cricca tutta, i vari ministri, sarebbero tutti salvi e rimarebbe su di loro solo un lieve alone che sarà dimenticato, come succede sempre, dopo qualche tempo.
Il limite dei 75 giorni prevede invece che non si possa intercettare neussuno oltre il settacinquesimo giorno. Quindi, se percaso in quest’ultimo giorno si dovesse scoprire che un pedofilo racconterà ad un amico dello stupro, pazienza, tutto il lavoro sarà perso. Si può pensare di tenere sotto controllo il telefono dell’amico: al momento, nemmeno questo si può fare con l’attuale legge, in quanto occorrerebbe chiedergli l’autorizzazione, perchè magari non indagato nella stessa inchiesta.

Due punti cardine che in effetti hanno destato qualcuno dal profondo sonno primaverile; il quale, con voce tremolante e timida, proprio come la primavera ch sta finendo, ha espresso il suo concetto e la sua non condivisione dei punti della legge. Si potrebbe pensare che pian piano il ddl diventi sempre meno “porcata”. In realtà non è propriamente così: fin quando al cittadino non sarà assicurato il diritto di conoscere molto prima della fine delle indagini preliminari, il ddl sarà un vero e proprio obrobrio. E non saranno certo le parole del Capo dello Stato il quale richiama sempre alla calma a trasformare una legge che censura il sapere in qualcosa di accettabile. Se dovesse firmare la legge, anche lui sarà complice del sistema. Come è sempre successo, del resto.

Si spera dunque che almeno i finiani scardinino questo disegno di legge, affinchè la volontà di informare i cittadini in maniera esaustiva vinca sull’egoismo della casta.
Ma si spera anche che l’opposizione tutta alzi un muro solido, e che, per una volta, non proponga le benedette riforme condivise. Non a queste condizioni completamente sbilanciate a favore del solito uomo.

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