Rabbia e vergogna

Pubblicato: 8 giugno 2010 in Riflessioni personali

Qualche giorno fa, Sonia Alfano, eurodeputata in quota Idv, evidenziava come il Parlamento Europeo avesse applaudito per 3-4 minuti circa dopo la proiezione di “Draquila – L’Italia che trema”. Onestamente non riuscivo a comprenderne il motivo. Certo, ho pensato che il film/documentario, sulla scia di “Viva Zapatero”, avesse in qualche modo riscosso un gran successo per via dei probabili contenuti. Ma non ho minimamente pensato che essi potessero essere causa di una standing ovation tutta per la Guzzanti.
Oggi ho capito il motivo. Oggi ho compreso bene la motivazione per la quale i parlamentari europei e i giornalisti presenti si sono alzati in piedi alla fine della proiezione e hanno battuto le mani. Oggi ho attestato quanto hanno provato i parlamentari quel giorno.

Rabbia e vergogna ho provato io che continuo a definirmi italiano.
Senza retorica nè frasi fatte, i due sentimenti che ho elencato non sono certo frutto di una banale scelta linguistica, ma rappresentano il mio stato d’animo: quello che ancora provo nei confronti di chi ha fondato la propria ricchezza sulla disgrazia di altri.
Su chi ha deciso di sorridere alle 3.32 della notte alla notizia che si era verificato in terremoto e che una marea di appalti presto sarebbero arrivati ad essere affidati alle varie ditte.
Cialtroni da quattro soldi, subdoli approfittatori della potenza della natura, mediocri uomini: questi sono stati coloro che hanno gestito la ricostruzione. Spietati soggetti che, spalleggiati da un governo e da un Presidente del Consiglio sui generis, hanno intrapreso la strada dell’illegalità e dell’immoralità senza che nessuno ricordasse loro che stavano sbagliando.
Due sentimenti: rabbia e vergogna.
Entrambi causati dal fatto di essere concittadino di elementi descritti sopra. Elementi che forse non sono nemmeno degni di essere definiti civili. Soggetti che si farebbe meglio a tenerli occupati in altri ambiti, riuscendo in qualche modo ad arginare eventuali errori, che non avrebbero la stessa ricaduta. E invece ci ritroviamo un’Italia perversa, dove uno continua per la sua strada se capace di un certo tipo di illegalità. Si crea una sorta di graduatoria: il peggiore diventa il migliore e viceversa. In questo modo si assicura un ottimo servizio al cittadino. Come quello del post terremoto a L’Aquila.

E all’Italia cosa rimane oltre la vergogna? Il solito disinteresse, la solita classe dirigente, il Capo della Protezione civile indagato per corruzione, i titolari delle ditte indagati e in carcere, un Presidente del Consiglio che è sempre al suo posto.
Rabbia e vergogna.

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