A lutto, ma più determinato che mai

Pubblicato: 11 giugno 2010 in Attualità, Riflessioni personali

Il problema dell’attuale governo italiano, di chiaro stampo finto-liberale e fortemente tradizionalista, è non aver messo in conto, nel ddl intercettazioni, il problema Internet. Un piccolo passo indietro. Nell’attuale testo, come ho raccontato qualche post fa, c’è l’equiparazione del “blog” (quale questo è) ad un normale quotidiano o periodico, nella specifica della rettifica. Oltre questo, non si è fatto più nulla. Cioè, si è dato quasi per scontato che il Web sia irrilevante ai fini di una successiva protesta dopo il voto al Senato.
E qui, mi si passi il termine, hanno “toppato” alla grande.

Il motivo è davvero banale. Nonostante il blog sia paragonato ad un giornale e nonostante coloro che giornalisti non sono (non iscritti all’Ordine) sono soggetti a multe salate qualora pubblicassero intercettazioni anche per riassunto, non c’è nessuna norma nell’attuale ddl che vieti di “linkare” su siti stranieri quello che in Italia non può essere pubblicato. Mi spiego. Se comprassi un dominio in Paraguay e aggiornassi con l’aiuto di qualcuno il sito suddetto con intercettazioni, contenuto dei processi in corso, sviluppo delle indagini preliminari, la legge non mi imporrebbe di pubblicare, sul giornale o sul blog, il link a questi siti, affinchè coloro i quali sono interessati ad informazioni non pubblicabili nel nostro Belpaese (?), possano tranquillamente accedervi senza che qualcuno/qualcosa glielo neghi.

Questa sarà la forma di disobbedienza che può essere definita “civile”, in assoluto rispetto della legge stessa. Questa sarà la mia personale forma di protesta affinchè coloro che frequentano il suddetto blog non si trovini di punto in bianco costretti a impazzire per trovare un resoconto di un’indagine in corso. Questa sarà la forma di disobbedienza approvata e proposta da tutti coloro che un paletto del genere ad un principio sacrosanto come la libertà di informazione non desiderano. Questa sarà la forma di disobbedienza di giornalisti di destra e sinistra, uniti sotto un’unica voce che attaccheranno quella legge, che, in fin dei conti, permetterà a tutti i colpevoli di farla franca per un pezzo. E forse per sempre.

“Last but not least”, spero che la gli italiani in stato comatoso si sveglino e finalmente si diano da fare per un Paese che forse sta vedendo la sua più brutta storia.
Nel frattempo, consideratemi a lutto, ma più determinato che mai.

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