Un’arma di distrazione di massa

Pubblicato: 14 giugno 2010 in Riflessioni personali

Anni or sono, Giorgio Gaber cantava: “Mi scusi Presidente, lo so che non goite se il grido `Italia, Italia` c’è solo alle partite.”.
Come dar torto al noto cantautore che nella celeberrima “Io non mi sento italiano” esprimeva il suo più totale scetticismo riguardo l’essere italiani?
Girovagando per le città, si assiste oggi alla presenza di numerose bancarelle che tentano di vendere qualsiasi oggetto ricordi la nostra Nazionale di calcio che stasera esordisce nella sua prima sfida. E si assiste alle classiche scene folkloristiche dovute al fatto che il prezzo dell’oggetto è sempre troppo alto. Non si può negare che l’atmosfera sia gioiosa e che metta anche un certo entusiasmo addosso.

Ma non si può non far il paragone con quello che accade il 2 giugno o il 25 aprile.
Non c’è lo stesso entusiasmo, se non formali manifestazioni che non riescono a coinvolgere la maggioranza della gente, risultando alla fine adatte a pochi “adepti”. Il clima che si respira in queste due occasioni è ben lontano da quello che si festeggia oggi. Eppure, razionalmente, mi verrebbe da pensare che la Festa della Repubblica sia importante almeno quanto la partita di oggi. Invece no.
Assistiamo al disinteresse più globale, ad un’assenza di entusiasmo e di gioia e di soddisfazione.

Sarà che il calcio tutto è diventato un’arma di “distrazione di massa”, anche in virtù di determinate scelte imprenditoriali e politiche? Credo proprio di si.

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