Abolire le Regioni, non le province

Pubblicato: 17 giugno 2010 in "Il Giornale" della concordia

In questi giorni qualcuno ha paventato, come misura anticrisi, di eliminare la figura del Prefetto.
Come da inchiesta su “Il Giornale” di oggi, una decisione del genere non solo è assurda, ma si configura come inutile.
Assurda perchè ai Prefetti, che si son visti tagliare poteri di giorno in giorno, spetta il fondamentale compito, per esempio, di occuparsi dell’amministrazione di una città quando si scioglie il Consiglio Comunale, senza considerare altre potenziali decisioni anche alla base di importanti questioni quali, per dirne una, la sicurezza.
Inutile perchè, come scrive Filippi sul quotidiano suddetto,  i prefetti “costano il 4% di una sola Provincia” (nella fattispecie, Bergamo, provincia che il secessionista Bossi promise di difendere addirittura con una guerra) e quindi eliminare le loro funzioni, in fatto di economia, non avrebbe alcun risparmio sostanziale.

Decisamente più sensato l’editoriale del direttore Feltri, che arriva addirittura ad esprimere il suo scetticismo per la presenza delle Regioni, qualora le Province non fossero abolite. Un ragionamento che certo, non è totalmente errato. Ma che racchiude in sè la voglia di continuare a “spezzettare” il Paese invece che tenerlo più unito, anche alla luce di tutti gli episodi di chiara natura secessionista che caratterizzano la nostra Italia.
Tagliare le regioni e non le Province significherà certo risparmiare un bel gruzzoletto di denaro, ma avere sempre uno Stato particolarmente frammentato a causa dell’alto numero. Sarebbe più ragionevole forse abolire le Province (senza stabilire un banale criterio come quello attuale, basato sul numero degli abitanti della Provincia in questione: sotto i duecentomila, la si abolisce) e non le Regioni, facendo si che tutti i compiti dell’ente intermedio siano assegnati in parte ai Comuni, in parte alla Regione.
Inoltre, si legge un Feltri smemorato. Un Feltri che non ricorda per nulla la campagna elettorale del  Pdl che, in coro, prometteva di abolire le Province perchè ente inutile procacciatore di denaro pubblico.
Ma che senza timore ricorda le ultime parole del Premier di dimezzare i soggetti che si cibano di politica (serviva lo scandalo Cintola, eh) quando invece in molti, sinistra e destra, ne avevano già parlato precedentemente. Come lo stesso Violante, tanto caro alla maggioranza di Governo.

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