Giudicate voi

Pubblicato: 21 giugno 2010 in Riflessioni personali

Non si capisce che idea abbia certa gente della Chiesa. Persino davanti all’iscrizione di un cardinale nel registro degli indagati. E non si riesce nemmeno a comprendere come questa sorta di strenua difesa del clero (inteso come altissime gerarchie) prevalga in uno Stato laico che ospita “al suo interno” lo Stato del Vaticano. I Patti del ’29 hanno segnato certo una svolta nel rapporto Stato-Chiesa, ma credo che qualcuno abbia travisato, assegnando alla Chiesa un potere maggiore di quanto in realtà le sia stato concesso.
Una sorta di “ipocrita solidarietà” nei confronti di una Chiesa le cui gerarchia hanno molto da spiegare che, come succede solo in Italia, trova una brutale conseguenza nella magistratura.
Credo si sia ben capito che si parla di Sepe, Arcivescovo di Napoli, iscritto nel registro degli indagati per corruzione dal Tribunale di Perugia per quanto riguarda l’inchiesta “Grandi Eventi”, in cui, tra l’altro, è indagato anche Lunardi, ex ministro delle infrastrutture.

Adesso, a prescindere da valutazioni di carattere prettamente giuridico, piuttosto controverse, visto che di mezzo c’è uno Stato diverso da quello italiano che ha le sue leggi ed un suo iter particolare per gestire queste situazioni, ci si può addentrare nelle opinioni dei soggetti di cui sopra che accusano la magistratura di aver messo sotto scacco anche la Chiesa.
Basta prendere “Il Giornale” di oggi e ci si accorge di uno scoppiettante quanto indignato Veneziani che, poco dopo l’inizio del pezzo afferma solenne: “L’azione sferrata in questi giorni dalla magistratura italiana, non ha precedenti, segna una svolta storica, se non teologica” e più tardi: “Uomini in toga giudicheranno Dio e la faranno pagare a tutti, a cominciare da coloro che hanno deciso di includere i magistrati tra gli essere umani e i cittadini normali, decurtando anche a loro gli stipendi per via della manovra fiscale”. Ancora più in basso, forse accortosi della sua impulsività che l’ha costretto a scrivere frasi che reputo senza senso: “Mi ricompongo”. Ma dura poco la sua calma: “..quando la stessa fede religiosa e il ruolo ecclesiale diventano un aggravante o un bersaglio prelibato per i deliri di prepotenza e di onnipresenza mediatica, allora inizio a preoccuparmi”.
E continua: “Ho l’impressione che i pronunciamenti della magistratura anzichè favorire la sete di giustizia producano proprio il contrario, l’assuefazione all’ingiustizia, la corruzione come metro universale, e dunque la resa al male considerato così capillare, inestirpabile, eterno e perfino munito dei conforti religiosi”.
E la perla (quasi) finale: “L’Italia, che già sta male di suo, si sta sfaciando sotto i colpi della magistratura, in preda ad una collera divina.” E poi, il colpo di grazia: “..per colpire vere e presunte metastasi, si sta sfasciando un Paese, nel corpo e nell’anima.”.

Mi resta solo da dire: giudicate voi.

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